La Stampa, 18 aprile 2017
Princeton mette online le avanguardie tra Otto e Novecento
Una delle molteplici applicazioni pratiche offerte dalle Digital Humanities è l’uso della tecnologia per la divulgazione. Su questo si basa il Blue Mountain Project dell’Università di Princeton (http://bluemountain.princeton.edu/exist/apps/bluemountain/index.html), che ha digitalizzato e reso disponibili online le collezioni di alcune riviste culturali delle avanguardie letterarie e musicali europee e americane, dal 1848 al 1923: Dada, Surréalisme e Ver Sacrum tra le altre.
«Blue Mountain (dal titolo di un quadro di Kandinsky) nasce nel 2011 con una donazione a fondo perduto del National Endowment for Humanities», spiega Clifford Wulman, direttore del progetto: il Neh è un’agenzia federale che finanzia progetti di ricerca, educazione e conservazione in ambito umanistico con grant di vario importo e durata. «Io avevo lavorato al Modernist Journals Project (http://www.modjourn.org/), creato da Robert Scholes con Brown e Tulsa Universities, dedicato alle riviste moderniste in lingua inglese. Trasferitomi a Princeton, mi chiesero un progetto simile ma aperto a lingue diverse e a arte e musica».
Fondamentale, come sempre per le Digital Humanities, è stata la collaborazione: le riviste appartengono a diverse biblioteche universitarie americane, ma «tutte hanno accettato di far parte di Blue Mountain. Quando non potevano digitalizzare le immagini, mandavamo loro il fotografo dalla nostra Princeton University Library». Fondamentale è anche il carattere aperto e comunitario del progetto, che permette di «creare una comunità di ricerca: da tante piccole collezioni di riviste cartacee, incomplete o danneggiate per la rimozione delle copertine, si crea una collezione digitale grande e aperta» che favorisce studiosi di letteratura ma anche linguisti computazionali, che analizzano dati e metadati dei Blue Mountain Springs.
Le riviste sono state digitalizzate sfruttando la tecnologia Ocr (Optical Character Recognition), ma in futuro la speranza è aggiungere strumenti di traduzione automatica per renderle disponibili a chi non conosce la lingua originale. Per questo, Blue Mountain sta cercando nuovi finanziamenti tramite nuovi partner (come la Staatsbibliothek di Berlino) per potenziare il progetto, dedicato alle manifestazioni letterarie e musicali sviluppatesi tra ’800 e primi decenni del ’900: «La raccolta parte dal 1848, con le prime tracce di avanguardia in musica, e termina al 1922, data della prima edizione dell’Ulisse di Joyce, oltre la quale non possiamo spingerci per ragioni di copyright», spiega Wulfman. Che si augura, con nuovi finanziamenti, di integrare le avanguardie successive. Riviste nate su carta ora vivono in digitale: quale spazio migliore perché rimangano divulgatrici di idee?