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 2017  aprile 18 Martedì calendario

Dalle cene eleganti alle cene vegetariane

È proprio cambiato. Redento. A letto e a tavola. Una certa letteratura giudiziaria ha sempre descritto Silvio Berlusconi come dedito al libertinaggio più sfrenato. Un moderno de Sade. Invece eccolo qui, il Cavaliere. Trascende i piaceri della carne, verso la beatitudine del seitan. 
Addio cene eleganti. Ora ci si siede a tavola per un centrifugato di verdure e un hamburger di tofu. Non che, ai tempi d’oro, ci fosse grande attenzione per il mangiare. 
Le commensali di Silvio erano il piatto forte e nessuno stava lì a questionare sull’impiattamento. 
Ma mai, nella tradizionale declinazione del menù tricolore, mancò la chianina. La carne era il rosso, la purea era il bianco, fagiolini, broccoletti o piselli il verde. Non ti potevi sbagliare. E mai si sbagliò il cuoco Michele Persechini nel comporre la seconda portata. Ora però anche ad Arcore, a quanto pare, sono bandite le proteine animali. Ci si alimenta in maniera alternativa. Come dicono a Napoli, ogni scarrafone è bello a mamma soia. 
L’AGGIORNAMENTO 
La carta va aggiornata, assecondando i nuovi gusti dell’ospite. Che,
a Pasqua, si è fatto ritrarre in una posa tutta abbacchi e baci. «Berlusconi ha salvato cinque
agnelli», spiega Michela Vittoria Brambilla, ex ministro, animalista convinta e fautrice della svolta vegan del Cavaliere. Cinque? Diecimila ne ha salvati, esulta Lorenzo Croce, presidente dell’associazione animalista Aidaa, «Il consumo di agnelli da latte è diminuito di oltre il 23% rispetto allo scorso anno e di quasi il 50% rispetto a due anni fa». Dati che arrivano dalle macellerie e dai ristoranti. Ed è tutto merito dell’ex premier: «Almeno 10.000 agnellini sono stati salvati da morte sicura dalla campagna di Silvio, che merita di essere ringraziato per quello che ha fatto sperando che non sia stato solo un gesto propagandistico fine a se stesso». 
Finge amore ovino? Un’altra interpretazione è questa: Silvio ha un vecchio conto in sospeso con un pastore sardo che aveva usucapito dei terreni vicino Olbia, spillandogli quasi un milione di euro per ridarli indietro. 
Ciò spiegherebbe la sua opzione pro-pecora. Una forma di reazione. 
Non è chiaro se, oltre all’abbacchio, Berlusconi abbia ripudiato anche le patate. In rete se lo chiedono in tanti. I social sono impazziti per le foto in cui il Cav allatta l’agnellino. Ma c’è anche chi non si stupisce, ricordando che la pecora sia una vecchia passione berlusconiana. Nella sua versione ridotta, la pecorina. Anche se questo è un discorso un po’ pecoreccio. 
C’è pure chi nota che ad Arcore si è passati dalla Lap-dance alla Lamb-dance. E c’è chi sfotte, come l’imprenditore Flavio Briatore. Che su Instagram si fa fotografare mentre allatta un capretto di peluche. 
Altri si complimentano con l’ex premier per la mossa di comunicazione super azzeccata. Qualcuno, come la presidente della Camera Laura Boldrini, ha provato a inseguirlo lungo la strada dell’ovile. Ma troppo tardi. Il “signore degli agnelli” è lui. 
IL DUBBIO 
Anche se rimane un dubbio. Ci prende per caproni? Già in passato Berlusconi aveva negato la svolta vegana: «Cado dalle nuvole trovando sui social network e su qualche giornale commenti su mie presunte abitudini alimentari». 
Mai rotto il rapporto col filetto. A conferma di ciò, anche la smentita di Alberto Zangrillo, suo medico personale: «Non mi risulta che sia diventato vegetariano, o peggio, vegano», gelò gli intusiasmi, «lo troverei inopportuno, perché segue alla lettera le mie indicazioni».E il medico prescrive bistecca. Una volta a settimana per lo meno. Un’altra testimonianza è stata quella di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. Berlusconi, rivela il suo consigliere politico, è «goloso» di primi piatti. Da buon milanese è ghiotto di risotti. Ma gli piace inforchettare anche spaghetti e maccheroni. Quindi, quando arriva al secondo e rifiuta, magari lo fa perché è «sazio, non vegetariano»...