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 2017  aprile 16 Domenica calendario

Barricate contro l’outlet clienti scortati dalla polizia

«Alla gente è arrivato il messaggio sbagliato. Non capiscono che lo sciopero non era per Pasqua, che è solo la punta dell’iceberg». Lorena Trovò che ha «44 anni fino a luglio e poi...» è in corteo con il suo compagno, lui che lavora in un negozio del Designer Outlet di Serravalle. «Ma per favore non nominarlo e neanche dove lavora. Devi scrivere che il problema sono gli orari, sono i soldi a fine mese».
«Sono le condizioni di lavoro»
Nell’Outlet di Serravalle ieri è stato il primo giorno di protesta, di quella vera, che non si vedeva da qualche tempo, una boccata d’ossigeno per i sindacati: sono comparsi gli striscioni con «Quelli che non si arrendono» o più di battaglia «No al capitalismo che lede i diritti dei lavoratori». Come al solito i conti su quanti erano per strada sotto sole non sono facili: per le forze dell’ordine circa 400 persone, un centinaio in più sul conteggio dei sindacalisti. «Ma è comunque un successo e poi hai visto quanti negozi chiusi? Guarda che comunque siamo tanti» Fabio Favola, Filcams Cgil Alessandria non sorride è teso, questo corteo e questo sciopero lo ha innescato lui dopo le assemblee che neanche immaginava fossero così partecipate e adesso sta lì a guardare i suoi ragazzi che sfilano, perché sono tutti giovani, i delegati li ha portati a essere eletti come rappresentanti e li cura e li osserva e «oggi sono loro i protagonisti. Non sentite l’azienda, parlate solo con loro».
In prima linea
C’è Alexander Delnevo, 31 anni, quello che si prende più responsabilità, che parla senza timori davanti alle telecamere delle tv, dal Tg1 a Sky a Nemo di Raidue, tutti arrivati qui a vedere questa città della moda addobbata delle bandiere di protesta. Persino sul pilone con il logo McArthurGlen sventolano i vessilli di Cgil, Cisl e Uil: «Giochiamo a risiko, abbiamo conquistato l’Outlet» ride Marinella Migliorini Filcams regionale con la passione di difendere i piccoli esercizi commerciali. E poi c’è lei Alessandra Di Bella, che non arriva a trent’anni, una bimba a casa, e organizza la delegazione per andare a parlare con la proprietà. Ma la sicurezza le chiede di fermarsi, che devono sapere se possono salire – è pur sempre una proprietà privata – e ci sono quelle magliette rosse con la scritta Cgil. «Se il problema è solo la maglia ecco fatto» via la maglia e Alessandra resta in reggiseno. Tutti ridono l’uomo della sicurezza arrossisce. Alla fine la delegazione di sette dipendenti sarà ricevuta da Daniela Bricola, la manager responsabile del Designer Outlet, un’ora di colloquio dopo il corteo. Gli ingredienti per la giornata particolare della «città della moda» c’erano tutti. Comprese le forze dell’ordine schierate a garantire che i clienti potessero accedere ai negozi.
E non è stato facile: il blocco delle due rotonde di accesso sulla strada provinciale da Novi Ligure, e all’uscita dell’autostrada Genova- Serravalle, ha reso un deserto tutta la zona Outlet almeno fino alle 11. «Io volevo solo comprare una cucina», Paolo Sarti è riuscito a scavalcare il blocco hanno provato a opporsi, hanno gridato «Vergogna, vergogna» ma lui ha sorriso e si è fatto strada, e insieme al lui qualche dipendente, uno in monopattino. Ai blocchi c’erano gli uomini Fiom, Ivan Gaetani che «siamo qui per aiutare noi siamo esperti di protesta» che cerca di fermare Michela, una tabaccheria a Genova: «Sono qui oggi ma domani e Pasquetta lavoro anche io. Questa protesta non la capisco». I momenti difficili sono arrivati con gli stranieri: «I have a mission» diceva un signore sventolando un documento scritto in arabo. È stato difficile farlo passare. Una coppia di tedeschi ha rinunciato: «Anche da noi non si lavora a Pasqua». E Angela e Francesco, in viaggio di nozze in Liguria «Noi capiamo la protesta non verremo a comprare qui domani. Ma oggi perché ci insultano? Non è giusto». Sono le tre del pomeriggio quando il parcheggio Outlet torna a riempirsi. Oggi seconda giornata di sciopero e un’incognita per questa nuova protesta: quanti negozi saranno chiusi?