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 2017  aprile 15 Sabato calendario

Canada, la battaglia di Trudeau. Marijuana legale entro il 2018

Se tutto va come spera Justin Trudeau, il Canada diventerà il più grande Paese occidentale a consentire il possesso e l’uso della marijuana a scopo ricreativo in tutto il suo territorio. Il primo ministro dello Stato nordamericano ha infatti presentato una proposta di legge che consente ai cittadini adulti di possedere 30 grammi di «erba», e consente di coltivarne fino a quattro piante in casa. La norma riguarda i maggiorenni, ma con un margine di tolleranza secondo cui anche coloro sotto i 18 anni che fossero trovati in possesso di marijuana in modiche quantità non verrebbero incriminati. Chi però viene colto a vendere la sostanza a minori potrebbe essere condannato anche a 14 anni di reclusione.
In caso di via libera da parte di Camera e Senato, il provvedimento farà del Canada il secondo Paese al mondo dopo l’Uruguay ad adottare una legislazione di questo tipo sul piano nazionale, sebbene con limiti precisi. Da tempo Trudeau, l’ultimo leader spiccatamente progressista d’Occidente, aveva promesso di portare avanti la battaglia per la liberalizzazione della marijuana, in linea con quanto aveva promesso in campagna elettorale. Il momento è quindi arrivato dopo un ampio dibattito inerente proprio i limiti di età. In fase di compilazione della proposta di legge, il governo canadese si è avvalso della consulenza di una squadra specializzata di esperti, guidata dall’ex ministro della Salute Anne McLellan. Durante il dibattito sono emersi due aspetti, uno inerente alla salute e uno alla legalità. Il primo notava appunto come sia convinzione diffusa tra gli esperti l’opportunità di fissare a 21 anni il limite di età per il consumo legale di marijuana a scopo ricreativo, con la motivazione che il cervello continua a svilupparsi fino ai 25 anni. Questo però sollevava perplessità in merito al secondo aspetto, quello della lotta al mercato illegale della sostanza in mano alla criminalità organizzata, tra gli obiettivi principali della legge voluta da Trudeau, oltre alla tutela dei minori nell’accesso alla sostanza.
Secondo il premier, porre un limite di età troppo alto avrebbe continuato a mantenere in essere il mercato illegale e quindi a rendere iniqua proprio la battaglia contro i fuori legge. Si è giunti a una sorta di compromesso contenuto nel testo all’esame parlamentare, che consente alle singole Province di legiferare a riguardo a livello locale. In sostanza si tratta di una delega che demanda alle autorità statali l’opportunità di regolare aspetti specifici in base alle peculiarità territoriali. Il testo inoltre è diviso in due parti, con la prima volta a regolare l’uso a scopo ricreativo, la vendita e la coltivazione della marijuana, mentre la seconda rafforza le misure in caso di guida sotto effetto della sostanza.
La proposta, che arriva a una settimana circa dell’incontro tra Trudeau e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, va inoltre in senso opposto rispetto a quanto sta accadendo nei vicini Stati Uniti dove il possesso di marijuana è consentito già in diversi Stati a scopo ricreativo e molti di più a scopo terapeutico. Il Colorado però fa un passo indietro e dice no per il momento ai «pot club», coffee shop in stile Amsterdam. La decisione è stata presa dopo la stretta di Donald Trump sul consumo di droghe. Vista la posizione del Presidente al riguardo, il governatore democratico John Hickenlooper teme ripercussioni da parte del governo federale.