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 2017  aprile 14 Venerdì calendario

I cattivi corrotti (quasi tutti i politici) saranno sistemati in gabbie collocate sulle tangenziali, in modo che tutti li possano vedere

Una volta avevamo un’amica abbastanza ricca, ma che in città non conosceva nessuno. E nessuno se la filava. Però voleva avere una sua vita sociale. Così si era inventata delle cene, che dava con una certa regolarità. A queste cene, alle quali noi eravamo invitati in qualità di intellettuali poveri, un po’ sempre alla ricerca di cibi sostanziosi (i vegani ancora non esistevano), partecipava una singolare umanità. Infatti le battezzammo subito come «le cene dei fornitori»: c’era quello che vendeva ottimi maglioncini di cachemire, un altro che piazzava tessuti d’arredamento, e un gioielliere (che ci fu utile, anni dopo, per un anello di fidanzamento), a volte della serata faceva parte anche il parrucchiere della signora (tentò anche di darci una spuntatina alle chiome, si era portato le forbici).
Questa storia giovanile mi è venuta in mente seguendo le cronache del convegno Cinque stelle di Ivrea: anche quella, in fondo, una sorta «cena dei fornitori». Fra le eminenze presenti, troviamo infatti il sociologo Mimmo De Masi, che sta appunto fornendo il programma al Movimento. Poi c’è Carlo Freccero, che allo stesso Movimento fornisce una presenza nel consiglio di amministrazione della Rai (dove lo rappresenta). Poi si è visto il giornalista Gianluigi Nuzzi, che è semplicemente il marito della ragazza che ha organizzato il convegno medesimo (la fornitrice principale, quindi). Visto anche Enrico Mentana, probabilmente il più grosso spacciatore di grillismo sul pianeta (quindi fornitore, sia pure mediatico).
A Ivrea hanno discusso del futuro, così come lo aveva immaginato il padre di Davide Casaleggio, Gianroberto. E qui sta il guaio. Per pure ragioni scaramantiche avrei evitato, alla grande. Il buonanima prevedeva una guerra mondiale nel 2030. E, nell’attesa, un mondo popolato di robot e la fine della democrazia rappresentativa, sostituita dalla democrazia diretta: tutti a casa, seduti davanti al computer, a rispondere alle domande del governo. Aumentiamo l’accisa sulla benzina? No. Raddoppiamo le pensioni? Sì. Portiamo la giornata lavorativa a tre ore? Sì. Mettiamo anche la 16esima mensilità? Sì. Usciamo dall’euro? Sì. Facciamo guerra alla Libia? Mah, vedete voi.
Un’evidente bestialità, che però i 5 stelle portano avanti ancora oggi insieme a quell’altra superscemenza che è il reddito di cittadinanza: poiché lavoreranno solo i robot, ma la gente deve comunque mangiare, lo Stato deve passare loro 780 euro al mese, indipendentemente dal reddito che hanno e a quello che fanno. 780 euro non sono tanti, per vivere comodamente. Ma il nuovo cittadino a 5 stelle coltiverà la lattuga sul balcone, andrà in giro solo in bicicletta, per scaldarsi un po’ salirà sul tetto di casa, insieme ai pannelli solari (anche quelli, suppongo, forniti dal governo). A un certo punto avrà una pensione (e perché mai visto che non ha mai lavorato?), di circa mille euro (un po’ più del reddito di cittadinanza, non ho capito perché).
I cattivi corrotti (quasi tutti i politici) saranno sistemati in gabbie collocate sulle tangenziali, in modo che tutti li possano vedere. Vero che nessuno girerà in macchina e quindi nessuno li vedrà, ma forse saranno organizzate escursioni scolastiche, gite a piedi, a scopo educativo. Questi sono solo alcuni frammenti (e nemmeno i più comici) del pensiero di Casaleggio e di Grillo. Più che un programma di qualcosa, questo è il delirio di una mente malata. Ma alla «cena dei fornitori» di Ivrea tutti hanno applaudito lo stesso, come dalla nostra amica quando finalmente arrivava il dolce.