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 2017  aprile 13 Giovedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - UN BOMBONE SULL’AFGHANISTAN PER COLPIRE L’ISISREPUBBLICA.ITLE FORZE statunitensi hanno sganciato la più grande bomba non nucleare in Afghanistan

APPUNTI PER GAZZETTA - UN BOMBONE SULL’AFGHANISTAN PER COLPIRE L’ISIS

REPUBBLICA.IT
LE FORZE statunitensi hanno sganciato la più grande bomba non nucleare in Afghanistan. L’annuncio dal portavoce del Pentagono, Adam Stump: un MC-130 ha rilasciato una Gbu-43 massive ordnance air blast bomb (moab), contenente 11 tonnellate di esplosivo, oggi intorno alle 19 ora locale, per colpire i tunnel dell’Isis e i miliziani nel distretto di Achin, nella provincia di Nangarhar, molto vicino al confine con il Pakistan. Nella stessa provincia, lo scorso weekend un soldato americano è rimasto ucciso durante un’operazione contro i jihadisti. Secondo Cnn, a firmare l’autorizzazione per l’uso dell’ordigno è stato il comandante delle forze americane in Afghanistan, il generale John Nicholson.

Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha confermato, in apertura del briefing quotidiano: nell’azione "sono state prese tutte le precauzioni per evitare vittime civili e danni collaterali". Il Comando centrale americano ha quindi diffuso una nota su Twitter confermando l’uso della bomba Gbu-43 nel bombardamento aereo di un complesso di tunnel dello Stato Islamico in Afghanistan, spiegando che l’azione rientra nelle "misure in corso per sconfiggere l’Isis in Afghanistan nel 2017", sedicesimo anno della guerra condotta da Washington nel Paese. Anche la nota afferma che "il raid è stato organizzato in modo da ridurre al minimo il rischio per le forze afgane e americane e per massimizzare l’eliminazione dei combattenti dell’Isis e delle loro strutture", sottolineando che "sono state prese precauzioni per evitare vittime civili". Nella nota, il generale Nicholson definisce "questo genere di armamento ideale per ridurre questo genere di ostacoli - tunnel e bunker - e mantenere lo slancio nella nostra offensiva contro l’Isis".
 

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Definita informalmente la "madre di tutte le bombe" (moab anche come mother of all bombs), la bomba è stata sviluppata per gli Stati Uniti da Albert L. Weimorts nei laboratori di ricerca dell’aviazione militare statunitense. Il primo test avvenne l’11 marzo del 2003, quindi un secondo nel novembre dello stesso anno. A parte quella dei due ordigni testati, non si aveva notizia di altre esplosioni della Gbu-43, se non che era stata prodotta in altri 15 esemplari per la Guerra del Golfo presso il McAlester Army Ammunition Plant. Oggi, dunque, l’annuncio del primo utilizzo della bomba in un quadro bellico nella provincia afgana di Nangarhar, come rimarcato dallo stesso portavoce del Pentagono.

All’epoca della guerra in Iraq, più che colpire direttamente il nemico, la potenza distruttrice dell’ordigno avrebbe dovuto avere soprattutto l’effetto di terrorizzare fino allo shock le forze nemiche che aveva avuto il suo predecessore, il BLU-82, anche noto come "Daisy Cutter", già utilizzato in Vietnam per abbattere foreste e poi in Iraq per colpire tunnel e caverne. In previsione dell’esaurimento delle scorte di BLU-82, era stata allora sviluppato il progetto Gbu-43. Tecnicamente non un’arma di "penetrazione", ma ideata per distruggere obiettivi dalle superfici non particolarmente resistenti in aree ben delimitate, come appunto il sistema di tunnel e caverne colpito in Afghanistan, in un raggio di oltre cento metri

che cos’e questa bomba da wikipedia

La GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb (MOAB) è una bomba guidata di fabbricazione statunitense. L’acronimo MOAB è anche interpretato, informalmente, come Mother Of All Bombs ("madre di tutte le bombe" in lingua inglese), in quanto l’ordigno è tra le più grandi e potenti bombe mai costruite dagli Stati Uniti. Come peso (che è di quasi 10 tonnellate) è comunque superata dalla Grand Slam e dalla T12.

Sperimentata in Florida tre giorni dopo l’invasione dell’Iraq, è considerata, data la sua potenza, anche un’arma psicologica. Risulta operativa dal 1º aprile 2003.

La sua forza si basa, oltre che sull’enorme quantitativo di esplosivo ad alto potenziale, sulla capacità di provocare devastanti onde d’urto che distruggono qualsiasi cosa, bunker, persone ed equipaggiamento.

Il suo peso è tale che non può essere sganciata dai normali bombardieri. Il suo impiego avviene, infatti, grazie allo sgancio mediante un carrello dentro la stiva di un MC-130 Combat Talon. L’ordigno ha un sistema di guida satellitare GPS.

La detonazione avviene un attimo prima che la bomba tocchi il suolo; ciò avviene grazie a due sensori posti vicino alla punta dell’ordigno. Avvenuta la detonazione, il raggio di scoppio è pari a circa 150 metri. Non si tratta comunque di un’arma perforante: infatti, la sua struttura pesa 1.361 kg su oltre 9.800 kg (la differenza è esplosivo ad alto potenziale).

L’approvvigionamento di quattro MOABs fu commissionato nell’ottobre 2009 al notevole costo di 58,4 milioni di dollari, (14,6 milioni di dollari per ogni bomba). Tale importo comprende i costi di sviluppo e test, nonché integrazione delle bombe MOAB su bombardieri stealth B-2.

L’ordigno è stato utilizzato per la prima volta in Afghanistan per colpire una base ISIS il 13 aprile 2017.[1]


CHE COSA SONO LE BOMBE GUIDATE

Una bomba guidata (anche nota come bomba intelligente o in terminologia anglosassone smart bomb) è una bomba aeronautica progettata per colpire con precisione uno specifico bersaglio e minimizzare i danni a quanto è estraneo al suo obiettivo.[1] Poiché gli effetti delle armi esplodenti diminuiscono con il quadrato della distanza, anche minori miglioramenti nella precisione, e quindi nella riduzione degli errori, aumentano la possibilità di colpire bersagli efficacemente pur impiegando bombe più piccole. Di conseguenza l’adozione di bombe guidate diminuisce la necessità di colpire ripetutamente lo stesso bersaglio per distruggerlo, con ciò riducendo i rischi per gli aviatori e la quantità di danni collaterali, il termine militare coniato per descrivere gli effetti non voluti in prossimità dei bersagli.

Nella terminologia militare anglosassone le bombe guidate vengono identificate con la sigla GBU (dalle iniziali di guided bomb unit) e sono una delle tipologie della più vasta famiglia delle precision-guided munition (PGM).

La creazione di munizioni di precisione guidate ha portato a rinominare retroattivamente le bombe aeree di epoca precedente con il nome di bombe a caduta libera o bombe non guidate o "bombe stupide".


CHER COS’È LA GRAN SLAM

La Grand Slam era una bomba a caduta libera dirompente di costruzione britannica usata dalla Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale. Il suo peso di 22 000 lb (9 979 kg) ne fa una tra le più pesanti bombe mai costruite.

Poteva essere trasportata sull’obiettivo dai bombardieri strategici Avro Lancaster opportunamente modificati, agganciando l’ordigno esternamente sotto la fusoliera in quanto le sue dimensioni superavano quelle del compartimento bombe interno.

Oltre alla potenza distruttiva la sua onda d’urto veniva impiegata per distruggere porte e finestre nel raggio di parecchie centinaia di metri dal punto dell’esplosione, in modo da "preparare" il percorso al fuoco degli spezzoni incendiari.


L’MC 130

MC-130 Un MC-130H Combat Talon II in decollo

MC-130 è la designazione utilizzata dall’USAF per una serie di velivoli derivati dal C-130 utilizzati per le operazioni speciali, utilizzato dall’AFSOC (United States Air Force Special Operations Command). Essi sono utilizzati per infiltrazioni, estrazioni, rifornimento di forze speciali, operazioni psicologiche e aviorifornimento di altri velivoli per le operazioni speciali.

La famiglia include l’MC-130E Combat Talon I, l’MC-130H Combat Talon II, l’MC-130W Combat Spear, e l’MC-130P Combat Shadow. Un tipo di MC-130, chiamato XFC-130H, non proseguì oltre la fase di sviluppo, ma uno di questi aeroplani divenne l’YMC-130H, che fu utilizzato come sede di test per il Combat Talon II. L’USAF sta chiedendo l’acquisto di almeno 27 nuovi MC-130J per sostituire i Combat Talon I e i Combat Shadow, e i primi dieci velivoli saranno consegnati nel 2011.[47]

L’MC-130E fu il primo Combat Talon e fu sviluppato per supportare le operazioni clandestine nella guerra del Vietnam. 18 C-130E furono modificari, e quattro persi, ma i rimanenti sono ancora in servizion dopo quarant’anni. La versione migliorata Combat Talon II fu sviluppata negli anni ottanta dal C-130H ed entrò in servizio negli anni novanta. Quattro di 24 velivoli modificati sono stati persi durante le operazioni. Il Combat Spear, sempre derivato dal C-130H entrò in servizio nel 2006. Combat Shadow è la ridesignazione di alcuni HC-130 sviluppati durante la guerra del Vietnam per operazioni si ricerca e soccorso, che furono consegnati all’AFSOC negli anni ’80 per l’utilizzo come aerocisterna.

giordano stabile sulla stampa

Donald Trump mostra i muscoli anche con l’Isis in Afghanistan. Per la prima volta le forze armate americane hanno usato “la madre di tutte le bombe”, l’ordigno più potente a loro disposizione, a parte quelli nucleari. La terribile esplosione è stata usata per distruggere una rete di tunnel usati dai jihadisti nella provincia di Nangahar, al confine con il Pakistan. L’ordigno ha come nome tecnico Gbu-43/B Massime Ordnance Air Blast (Moab) ma è conosciuta come “la madre di tutte le bombe” ed è stata sviluppata nel 2003, durante la Seconda Guerra del Golfo. In pratica è un passo prima dell’uso dell’atomica, perché distrugge tutto nel raggio di centinaia di metri. È la prima volta che viene usata in combattimento. 

 

Caratteristiche  

La Moab è lunga 9,17 metri ed ha un diametro di 1,02 metri. Guidata da un sistema Gps sull’obiettivo, pesa 8,5 tonnellate di esplosivo H-6 ad altissimo potenziale la sua deflagrazione equivale all’esplosione di 11 tonnellate di tritolo. Esplode prima di raggiungere il suolo e sviluppa un’onda d’urto e un calore devastanti. Probabilmente è stata usata per espugnare la rete di tunnel che altrimenti avrebbero richiesto una battaglia corpo a corpo con gli islamisti, con gravi perdite per le truppe americane. Nei giorni scorsi un soldato statunitense è morto in combattimento nella zona. 

 

L’Isis nel “Khorasan”  

L’Isis si è installato al confine fra Afghanistan e Pakistan alla fine del 2014, quando è stata fondata la Wilaya Khorasan, dall’antico nome islamico della regione. Conta dai 2 ai 3 mila combattenti ed è in lotta anche con gli stessi Taleban, che sono rimasti fedeli all’alleanza con Al-Qaeda. La provincia di Nangahar è però un territorio montagnoso, aspro, che mette a dura prova le truppe occidentali e anche quelle del governo di Kabul. Molti villaggi non possono essere raggiunti con i mezzi blindati e i soldati devono raggiungerli a piedi. La “madre di tutte le bombe” ha probabilmente tagliato corto una battaglia che si annunciava difficile e sanguinosa. 


CORRIERE.IT

WASHINGTON — Il Pentagono ha usato per la prima volta la «madre di tutte le bombe», dopo di questa c’è solo quella nucleare. Un aereo delle forze speciali l’ha lanciata su posizioni jihadiste nella provincia di Nangahar, nell’Afghanistan orientale. Una serie di tunnel dove erano nascosti elementi Isis. Un’operazione che però ha un significato che va oltre questo target: il ricorso a questo ordigno — noto anche come Moab: Massive ordnance air blast o “Mother of all bombs”, “madre di tutte le bombe” appunto — è probabilmente un messaggio anche ad altri nemici, nord coreani compresi. La bomba è stata pensata non certo per contrastare ribelli, ma piuttosto per neutralizzare posizioni ben protette. Lo strumento bellico deve affiancare le cosiddette «bunker buster», ossia gli ordigni che perforano lo «scudo» ed esplodono all’interno.

shadow carousel Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» Usa: sganciata in Afghanistan la Moab, «madre di tutte le bombe» PrevNext

Dall’Iraq alla Corea?Entrata in servizio nel 2003, venne spostata nel teatro iracheno durante la guerra del Golfo, però non fu mai impiegata. Di solito è caricata su velivoli da trasporto C 130, in particolare sulle versioni utilizzate dalle forze speciali. È un sistema che sprigiona una potenza devastante e per questo è previsto un uso in zone determinate, visti gli effetti collaterali che può provocare. Il Pentagono ha voluto la Moab per missioni mirate alla distruzione di installazioni ben protette. In passato si era ipotizzato — in alcuni scenari bellici — che gli Usa potessero ricorrere a questo ordigno contro gli impianti nucleari iraniani nascosti nei fianchi di una montagna o nel sottosuolo. Stessa cosa per i siti creati dalla Corea del Nord: il regime ha realizzato molte installazioni-bunker ed ha piazzato in gallerie centinaia di pezzi d’artiglieria che minacciano Seul. Dunque è possibile che l’attacco nell’area afghana abbia anche un valore di guerra psicologica nei confronti degli avversari.