La Stampa, 13 aprile 2017
Il censimento delle madonne d’Italia
Una e Unica per la teologia, molteplici e diverse per la gente: della Tosse, delle Galline, delle Formiche, della Confusione, delle Sedie o dei Fornelli non importa. La Madonna, nelle sue mille declinazioni ad uso e consumo di comunità, mantiene integra, anzi l’amplifica, la sua funzione di polo di riferimento e di aggregazione diffuso nel territorio. Ben oltre la fede e la dottrina. Non un’icona pop, ma una figura popolare: assunta in cielo anima e corpo, ma ben radicata nei borghi e nei quartieri, delle città e nelle campagne. Verrebbe quasi da dire «Ave Marie», scrutando la variopinta mappatura disegnata dal «Collettivo Fx» di Reggio Emilia: artisti impegnati da anni in azioni di riscatto e impatto urbano e sociale e che qualche mese fa hanno lanciato l’appello «Cerchiamo Madonne», in una sorta di censimento mariano.
«La figura della Vergine Maria è una conseguenza, quasi un’esigenza, della collettività prima ancora della religiosità – spiegano –. A noi interessavano quelle legate in maniera indissolubile a determinati luoghi, ai fatti e alle vicende di quel posto, agli avvenimenti reali o immaginari del passato: non la Madonna, ma quella che fedeli e i non fedeli considerano la mia, personale, Madonna. Davanti alla quale qualcuno prega, ma i più chiedono, imprecano, sognano, piangono, si affidano e si fidano, o semplicemente si riuniscono per chiacchierare e condividere frammenti di quotidianità». E allo strano appello hanno risposto in centinaia: singoli e associazioni, amministrazioni comunali e adolescenti incuriositi, negozianti e oratori. Ognuno con la propria Vergine e la propria storia, dalla Sicilia a Bolzano, dalle metropoli alla provincia. Per narrare e mettere in connessione il bisogno di un centro. Di un faro. Di un qualcosa in cui credere, per credere un po’ più in se stessi e nella propria rete sociale.
«Com’è messa oggi la vostra Madonna? È quello che chiediamo nel nostro viaggio agli abitanti della zona – raccontano i membri del Collettivo Fx –. E con loro ricostruiamo la funzione non solo simbolica di quell’immagine. E sempre con loro la reinterpretiamo, la rendiamo visivamente contemporanea con dei murales che disegniamo insieme. Non un richiamo per il culto religioso, ma una rappresentazione di quella comunità per riflettere sul presente». Non più protezione contro la pestilenza, le tempeste in mare o le carestie, ma la grazia per un passaporto, una mano amica a cui aggrapparsi per non farsi avvinghiare dalla camorra o un aiuto concreto per salvaguardare l’ambiente dallo sfruttamento sfrenato. Tra un cero e una processione, un fiore o un capo chinato, per credo o per religione, per scaramanzia o per rispetto, l’Immacolata è sempre lì. In mezzo alla sua gente. E la sua gente non si tira indietro, trovando in lei il senso di appartenenza. Con istanze attuali che si sommano a problemi mai risolti. Umanità varie che si stringono attorno a un Volto, per non perdersi e disperdersi. Sapendo che lei, la Vergine dell’Adesso, la Madonna del Qui ed ora, comunque c’è. Con o senza voto».