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 2017  aprile 13 Giovedì calendario

Avviso di Bankitalia a Fininvest: «Scenda sotto al 10% in Mediolanum»

Non c’è solo il fronte Vivendi-Mediaset. Per Fininvest, impegnata in queste ore a finalizzare la vendita del Milan, le battaglie non finiscono mai. Questa volta è la Banca d’Italia a sparare una nuova bordata in quella che per la holding di casa Berlusconi è la «guerra bancaria» in cui intende difendere con le unghie e con i denti la sua partecipazione – gallina dalle uova d’oro – in Mediolanum, la banca fondata da Ennio Doris con il vecchio amico Silvio Berlusconi. Da via Nazionale tornano ora a chiedere che Fininvest venda la quota di Banca Mediolanum che eccede il 9,99% e questo in esecuzione alla decisione presa dalla Banca centrale europea che il 25 ottobre scorso si è opposta a che la holding dei Berlusconi continui a detenere tutto intero l’attuale 30,128%.
Tutto comincia nel 2014, quando Bankitalia applica la nuova direttiva sui conglomerati finanziari che estende il requisito di onorabilità agli azionisti con oltre il 10% dei gruppi che controllino delle banche. Guarda il caso, un anno prima l’ex Cavaliere era stato condannato per frode fiscale e il requisito se ne era andato a ramengo. Parte una guerra a colpi di carte di bollate e il Consiglio di Stato dà ragione all’ex premier.
Tutto finito? Macché. L’anno scorso Mediolanum si fonde incorporandosi in Banca Mediolanum. La Banca d’Italia a questo punto istruisce una pratica perché formalmente è come se un nuovo azionista fosse entrato nella banca e dunque chiede alla Banca centrale europea di esprimersi in merito. Francoforte non ha dubbi e, sempre per via dell’onorabilità, si oppone a che Fininvest resti sopra il 10% della banca. Siamo ad ottobre e la holding ingaggia il duello con tre cause legali tuttora pendenti: una al Tar del Lazio contro l’atto amministrativo, una al Consiglio di Stato per inottemperanza alla sua precedente decisione e una al Tribunale dell’Unione Europea. Banca d’Italia però, ed è cronaca delle ultime ore, torna alla carica per dare esecuzione alla decisione della Bce, dà tempo 18 mesi per vendere e precisa che «nelle more della cessione delle azioni», un 20% abbondante, «restano sospesi i diritti di voto inerenti la partecipazione eccedente» il 9,99%. Fininvest «presenterà ricorso», ancora non è certo se al Tar del Lazio o con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. In Borsa il titolo Mediolanum fa -0,8% e l’ad, Massimo Doris, figlio di Ennio, ostenta tranquillità: «Il mercato non ha nulla di cui preoccuparsi». Invita ad attendere l’esito dei ricorsi. «Con questo socio stiamo benissimo», dice, ma, al di là del dispiacere, un cambiamento «non sarebbe un dramma per la solidità dell’azienda». Tanto più che «noi saremmo pronti a rilevare fino al 5%» e sul resto «ci sono molti investitori istituzionali» interessati.