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 2017  aprile 13 Giovedì calendario

L’eredità. La sfida di Dybala a Messi. «Voglio il Pallone d’oro». E arriva il nuovo contratto

TORINO Il sorpasso di Dybala a Messi è in pieno svolgimento e non è cominciato l’altra sera, ma sette mesi fa. Martedì ha solamente subìto una brusca accelerata, lasciando la sensazione che verrà completato, prima o poi. È solo una questione di tempo, e il tempo è della parte dell’argentino più giovane: forse più prima che poi, dunque. In realtà, Paulo ha cominciato a inquadrare il suo obiettivo nel settembre del 2016, quando ha visto per la prima volta Leo dal vivo: dopo una serie di vicissitudini (prima era infortunato uno, poi l’altro e infine lo juventino non è stato arruolato per la Copa America), si sono ritrovati finalmente assieme nel ritiro dell’Argentina, il ragazzino e l’idolo. Dybala s’aspettava qualcosa di più, dall’incontro, un po’ di calore o di complicità, non soprattutto freddezza. A quel punto, il poster si è scollato dalle pareti e Dybala ha cominciato a guardare a Messi con occhio diverso, vedendolo non più mito ma meta. Ha pensato che avrebbe potuto raccoglierne l’eredità senza il bisogno di essere o no incluso nel testamento. E al primo confronto diretto non è arrivato con l’emozione del debuttante ma con l’eccitazione del subentrante. «Il mio sogno è il Pallone d’oro»: significa che vuole diventare il più bravo del mondo, come il suo collega. Perché questo è per lui oggi Messi: un collega.
Con la doppietta al Barcellona, Dybala ha vissuto la sua prima vera giornata di gloria internazionale. Fino a due giorni fa il suo piede sinistro era un argomento da intenditori ma non ancora da barsport, non così nazionalpopolare. Da martedì è però cambiato tutto e Paulo s’avvia a diventare un brand internazionale e il suo staff si sta preparando al lancio mondiale dell’immagine del numero 21, lancio che avverrà dopo l’ufficializazione del nuovo contratto con la Juventus, attesa già per oggi o al più tardi domani, per battere il ferro proprio ora che è rovente.
Nel frattempo, gli esperti hanno cominciato a lavorare per fare di Dybala un’icona, per caratterizzarlo il più possibile. Così è nata l’esultanza con la maschera, che è già diventata il logo che campeggia nella home page del suo sito ufficiale, lanciato giusto il mese scorso. Con il nuovo contratto il giocatore ha tenuto per sé i diritti di immagine, anche se la Juve, che sta cavalcando la Joya soprattutto sul mercato cinese, potrà condividere delle iniziative commerciali. Oggi Dybala non ha in piedi campagne pubblicitarie né uno sponsor tecnico, difatti gioca con delle scarpette no logo tutte nere: in prospettiva, quelle scarpe possono valere 4-5 milioni l’anno. Cinque milioni sono lo stipendio che il numero 21 incasserà a partire dalla prossima stagione, e diventeranno 7 nel 2021-22, ultimo anno del nuovo contratto.
Quanto valga il cartellino di Dybala è invece più difficile calcolarlo. Di sicuro la Juventus non ha in mente di venderlo (né lui di andarsene, almeno per ora), ma in ogni caso non lo farebbe per meno di 200 milioni. È anche per questa ragione che il club non ha voluto inserire clausole rescissorie: fissare un limite sarebbe stato un clamoroso autogol, perché il titolo della Joya è in costante ascesa. Nel calciomercato, valore e prezzo sono due concetti differenti: il primo indica il livello al quale collocare approssimativamente l’atleta (è Dybala starebbe tra i 120 e i 130 milioni), il secondo è una voce che comprende ogni variabile, compresa la volontà del giocatore al trasferimento, la disponiblità (o la necessità) della società alla cessione e il numero di club interessati all’acquisto.
Messi è ancora qualche milione sopra: 200 è il valore, 250 il prezzo. Non si sta inflazionando ma non si sta nemmeno rivalutando, al contrario di Dybala le cui quotazioni sono in impennata. E a parte Ronaldo, Messi e Neymar, a quei livelli sono al momento in pochissimi: Griezmann, Lewandowski, Suarez, Hazard, forse Mbappé. L’eredità, Dybala finirà per giocarsela con Neymar, quasi coetaneo. Lo sostiene Allegri, ne è convinto Chiellini: «Quando Messi e Ronaldo abdicheranno, dopo Neymar il più grande talento in Europa sarà Dybala». Che nel frattempo, magari, avrà tentato anche il sorpasso a O’ Ney.