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 2017  aprile 13 Giovedì calendario

Alcoa verso l’accordo, cessione più vicina

ROMA Il sindacato, dopo le parole del ministro Calenda nell’ultimo vertice al Mise, si attendeva un accordo entro Pasqua. In realtà bisognerà far trascorrere ancora qualche giorno, ma la vicenda dell’Alcoa sta vivendo ore importanti e già la prossima settimana potrebbe sbloccarsi un tassello decisivo per la soluzione della crisi del polo dell’alluminio di Portovesme. È previsto un incontro del governo con i rappresentanti della multinazionale americana per mettere nero su bianco i dettagli dell’uscita di scena definitiva di Alcoa, ancora formalmente proprietaria dello stabilimento fermato cinque anni fa. Si tratta, in particolare, degli obblighi e dei relativi costi di bonifica dell’impianto. Una volta raggiunta l’intesa, la strada per la cessione dello smelter sarà praticamente libera e potrà scattare il lavoro di Invitalia (braccio operativo del ministero dell’Economia per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo delle imprese)per traghettare la fabbrica verso un nuovo proprietario. Sul tavolo c’è l’offerta vincolata del gruppo svizzero Sider Alloys che ha già effettuato la due diligence e che condiziona l’acquisto, appunto, agli interventi di miglioramento del porto, alla bonifica dei terreni e al mantenimento di tariffe energetiche scontate per dieci anni. Sullo sfondo anche l’interessamento alternativo del fondo americano Kps e di un gruppo industriale italiano del settore automotive.
Dal 2012, quando Alcoa ha spento le celle elettrolitiche dello stabilimento, la vita del migliaio di operai, tra posti diretti e indotto, è rimasta appesa agli ammortizzatori sociali (ma un centinaio di lavoratori degli appalti sono senza copertura) e all’inserimento di Portovesme nella lista delle aree di crisi complessa del Paese. L’azienda produceva 155mila tonnellate di alluminio con un fatturato di 580 milioni, rappresentando la risorsa economica centrale dell’intero Sulcis.
«Qui c’è grandissima attesa per la soluzione definitiva della crisi – dice Roberto Forresu, segretario della Fiom di Carbonia –. Abbiamo combattuto tutti questi anni per salvare la fabbrica, per farla ripartire e ora finalmente si vede una luce in fondo al tunnel».