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 2017  aprile 13 Giovedì calendario

Ahmadinejad fa di testa sua e si ricandida

Mahmoud Ahmadinejad torna in pista. L’ex presidente iraniano si è registrato come candidato alle elezioni presidenziali del 19 maggio, in cui Hassan Rouhani cerca la riconferma per un secondo mandato. Oltre 120 persone, tra cui 6 donne, si sono iscritte, ma devono ancora superare il vaglio del Consiglio dei Guardiani.
La scelta di Ahmadinejad è una sorpresa. La sua candidatura è vista come una sfida alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che gli aveva ordinato di non candidarsi. Ma Ahmadinejad – già presidente dal 2005 al 2013, contestato nel 2009 con grandi proteste di piazza – ha spiegato in conferenza stampa che quello di Khamenei era «solo un consiglio». Ahmadinejad ha ancora dei sostenitori, convinti che serva un presidente che parli duramente con l’America di Trump, ma resta una figura divisiva nello stesso fronte oltranzista. Membri del suo governo sono finiti in carcere per corruzione, il Paese ha sofferto sotto le sanzioni occidentali per il programma nucleare. Le elezioni saranno una sorta di referendum sull’accordo sul nucleare ottenuto da Rouhani che però non ha portato alla rimozione di tutte le sanzioni.
Tra i candidati ultraconservatori chi rischia, più di Ahmadinejad, di insidiare Rouhani è il religioso Ebrahim Raisi, accusato dai riformisti di essere tra i membri della «Commissione della morte» che negli anni 80 decise il massacro dei prigionieri politici. Capo della fondazione religiosa Astan-e Qods Razavi, membro dell’Assemblea degli Esperti che sceglierà la prossima Guida Suprema: c’è chi crede sia lui il favorito di Khamenei.