La Stampa, 12 aprile 2017
Che cosa resta dell’indagine sul padre dell’ex premier
Chi c’è al centro dell’inchiesta Consip e di che cosa è accusato?
L’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, arrestato con l’accusa di aver corrotto Marco Gasparri, dirigente Consip. Romeo puntava ad ottenere una corsia preferenziale per partecipare alla gara per la gestione degli appalti pubblici, valore complessivo di 2 miliardi e 700 milioni, indetta dalla Consip. Gasparri ha confessato di aver ricevuto da Romeo tangenti per 100 mila euro.
Quali elementi restano contro Tiziano Renzi?
Le intercettazioni del faccendiere Carlo Russo in cui sostiene di poter intercedere presso il padre dell’ex premier per aiutare Alfredo Romeo. E la testimonianza dell’amministratore delegato Consip Luigi Marroni che ha dichiarato: «Tiziano Renzi mi chiese di ricevere il suo amico imprenditore Carlo Russo che voleva partecipare a delle gare indette da Consip. Tiziano Renzi mi chiese di fare il possibile per assecondare le richieste di Russo». Ci sono inoltre i pizzini di Romeo,recuperati tra i rifiuti dal Noe, in cui accanto alla cifra 30 mila euro al mese c’è una T.
Il ruolo di Russo è tirato in ballo altrove?
Sì, dagli sms tra il governatore della Puglia Michele Emiliano e il ministro dello sport Luca Lotti. Emiliano, nell’ottobre 2014, chiedeva a Lotti se doveva accettare la richiesta d’incontro avanzata da Russo e Lotti rispondeva: «Ha un buon giro ed è inserito nel mondo della farmaceutica. Se lo incontri per 10 minuti non perdi il tuo tempo». Ma l’incontro non avvenne.
Chi tira in ballo Lotti?
Marroni e il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni sostengono di essere stati informati da Lotti su inchiesta Consip. Il ministro è indagato per fuga di notizie, come il comandante generale dell’Arma Del Sette e il generale Saltalamacchia.