ItaliaOggi, 12 aprile 2017
I supermercati salvano il bilancio di Appendino
Un bilancio col 3x2. Un’offerta speciale che la giunta M5s di Chiara Appendino, a Torino, non ha potuto rifiutare. Pur di far quadrare i conti, il sindaco ha autorizzato la realizzazione di 14 nuovi supermercati in città. L’operazione porterà nelle casse del Comune 32 milioni di euro sui 44 totali previsti dal nuovo piano urbanistico. Davanti a una simile somma, la giunta Appendino ha rinnegato i propositi della campagna elettorale, quando, tra gli slogan principali, i grillini tuonavano «basta centri commerciali».
L’ultima offerta al Comune è arrivata da Esselunga, che ha in programma di costruire il terzo supermercato a Torino. Per farlo, il colosso della grande distribuzione fondato da Bernardo Caprotti è pronto a investire 10 milioni di euro. Una cifra che l’esecutivo di Appendino ha già inserito tra le voci in entrata della legge finanziaria.
Non è la prima volta che M5s, per ripianare parte del bilancio, s’affida a Esselunga. Lo scorso dicembre, l’amministrazione torinese aveva dato il via libera alla realizzazione di un altro ipermercato della catena milanese per incassare 19 milioni di euro. Anche in quel caso, Appendino fece un netto dietrofront rispetto alle promesse elettorali, e autorizzò la costruzione di un centro congressi con accanto Esselunga in un’area denominata Westinghouse. Il progetto era uno dei pezzi forti del programma dell’ex sindaco Pd, Piero Fassino, e i grillini, in campagna elettorale, avevano promesso di accantonarlo. Poi, in fase di approvazione di bilancio, la retromarcia.
«L’intervento, come tutti gli altri progetti inseriti nel bilancio, sarà autorizzato ragionevolmente entro l’anno», ha spiegato a Repubblica Torino l’assessore all’Urbanistica, Guido Montanari, in riferimento alla costruzione della terza Esselunga. Secondo Montanari, i 32 milioni che il Comune riceverà dalla realizzazione dei 14 nuovi ipermercati, tra cui Coop, Auchan e Famila, verranno reinvestiti nelle opere di manutenzione. «Non sono mai stato d’accordo con le scelte della precedente amministrazione, ma ci sono interventi, come Westinghouse, per cui mi piange davvero il cuore», ha proseguito Montanari.
Le frasi romantiche, però, non interessano all’opposizione, che ha subito rinfacciato alla giunta Appendino le promesse non mantenute in campagna elettorale. «Ecco 30 milioni di cemento e centri commerciali», ha attaccato il leghista Fabrizio Ricca. «Un piano che stravolge l’equilibrio del commercio di vicinato», ha incalzato il consigliere comunale del Pd, Enzo Lavolta. Anche le associazioni di categoria hanno criticato l’operato di M5s. «Autorizzare o meno grandi strutture dovrebbe dipendere non dalla necessità di far quadrare i conti, ma da un’attenta valutazione di quale tipo di commercio vogliamo», ha sottolineato il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri, appena riconfermato.
«Dovevamo chiudere il bilancio. Usare gli oneri di urbanizzazione non è una prassi che dovrebbe essere seguita, ma era l’unica possibile», ha replicato l’assessore al Commercio della giunta Appendino, Alberto Sacco. «Abbiamo comunque chiesto agli operatori della grande distribuzione che hanno avanzato i progetti di modificarli in modo che siano più integrati col commercio di prossimità». Anche i grillini, pur di sistemare i conti, dimenticano gli slogan.