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 2017  aprile 12 Mercoledì calendario

L’idea danese di svincolare la corona dall’euro

Non c’è due senza tre. Dopo la Svizzera (gennaio 2015) e la Repubblica Ceca (la scorsa settimana) anche la Danimarca potrebbe abbandonare il peg (ossia l’aggancio) con l’euro. L’ipotesi è allo studio da parte della Banca centrale danese. A differenza di Svizzera e Repubblica Ceca, che per tre anni hanno mantenuto un tetto sul cambio oltre il quale la banca centrale interveniva per evitare ulteriori rafforzamenti della propria divisa nei confronti dell’euro, l’abbandono del gancio tra corona danese ed euro sarebbe ancor più clamoroso. Perché questo vincolo ha una tradizione trentennale. La corona danese era inizialmente ancorata al marco tedesco. Dopodiché l’aggancio è girato sull’euro. La sostanza non cambia. C’è una banda di oscillazione del 2,25% oltre la quale la Banca centrale danese si impegna a difendere il cambio con l’euro. Nella sostanza però il lavoro di protezione di Copenaghen è più certosino, tanto che da tempo il cambio euro/corona orbita attorno a quota 7,46038. E quando oscilla lo fa di pochi decimi. Perché la Danimarca starebbe pensando – dopo tre decadi – a un ritorno al passato? «La valutazione di abbandonare il peg con l’euro – spiega Giampaolo Bazzani, ad di Saxo Bank Italia – è sul tavolo della banca centrale da tempo. La Danimarca non ha piena fiducia nella solidità dell’area euro, sia monetariamente che politicamente. È un Paese a Tripla A, tra i più solidi e benestanti d’Europa. La Banca centrale vuole avere una via d’uscita pronta in caso di deflagrazione dell’euro. E con le elezioni francesi e tedesche alle porte, oltre a tensioni future legate alla Turchia e all’immigrazione il rischio di una disintegrazione della moneta unica, per quanto basso, non è pari a zero. E la Banca centrale vuole essere preparata». La Danimarca conta 5 milioni di abitanti e un’economia vicina alla piena occupazione (tasso di disoccupazione al 4,3%). Nell’ultimo quarto del 2016 il Pil è cresciuto del 2,6%. L’inflazione è risalita all’1% dopo essere stata nulla la scorsa estate. «Se l’inflazione dovesse continuare a normalizzarsi – prosegue Bazzani – la Banca danese sarebbe certo più serena nel prendere una decisione di sganciare il peg con l’euro. Ma va detto che al momento è un’ipotesi, per quanto non da escludere, che ci pare non imminente».
.@vitolops