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 2017  aprile 12 Mercoledì calendario

Le batterie sono il nuovo petrolio. Samsung rilancia su quelle di Fca

Entro la fine dell’anno Fiat Chrysler cederà Magneti Marelli ai coreani di Samsung. Almeno così scrive Naver, il più importante sito di informazione coreano. In realtà, ammette l’autore dello scoop, la trattativa è ancora aperta, perché i compratori asiatici sono interessati solo ad una parte della società. Ma, pare che ci sia un accordo di massima sul prezzo, senz’altro più vicino alla richiesta iniziale di Sergio Marchionne (tra i 2 e i 3 miliardi di euro) che non all’offerta iniziale (intorno ai 900 milioni). La decisione del board di Samsung si spiega in più modi. Innanzitutto, la società vuole scrollarsi di dosso l’eredità di un anno terribile, segnato dal flop del Galaxy 7, ritirato dalla vendita perché soggetto ad incendiarsi e, più ancora, dall’arresto di Lee-Jae-Yong, il pronipote della dinastia, finito in galera per mazzette versate alla “santona” Choi Soon Sil che ispirava le mosse della presidente Park Geun-hye. L’acquisto di Marelli, preceduto da quello appena concluso dell’americana Harman, potrebbe consentire al colosso coreano (che ha in cassa 70 miliardi di dollari) di accelerare il suo sbarco nel mondo dell’auto. 
Per Fiat Chrysler, al contrario, le motivazioni per vendere sono solo finanziarie. La cessione permetterebbe di cancellare almeno 2-2,4 miliardi di debiti consentendo così di avvicinarsi all’obiettivo dichiarato di Marchionne: azzerare l’indebitamento per poi trattare da posizioni più forti un accordo con un altro produttore (forse Volkswagen piuttosto che l’agognata Gm). Così facendo, però, Fca rischia di privarsi di uno dei gioielli della tecnologia italiana, che pure ha avuto un ruolo nei receti accordi con Google. È probabile che Fiat Chrysler, nel caso la trattativa vada in porto, si tuteli con accordi sull’uso dei brevetti e sulla produzione Marelli. Del resto, la concept car elettrica Portal, presentata da Fca al salone dell’elettronica di Detroit, è frutto della collaborazione tra Magneti, Samsung e Panasonic. Ma un conto è un prototipo per un salone, altro è entrare per davvero in una competizione miliardaria in cui Fca si è accontentata di un ruolo gregario nello sviluppo dell’auto a guida autonoma di Google. 
Eppure in questi giorni il clamoroso sorpasso a Wall Street di Tesla su Gm e Ford dimostra che i mercati finanziari sono ormai concentrati sul futuro dell’auto. È probabile che le Borse, come spesso accade, stiano esagerando sotto la spinta dell’euforia: Tesla, che vale in Borsa 51 miliardi di dollari, quest’anno ha prodotto 80 mila veicoli contro i quasi 10 milioni di Gm (valutata poco più di 50 miliardi contro 45 di Ford). A fine anno, la stessa Tesla denuncerà perite per mezzo miliardo, contro i 9 miliardi di utili di Gm e i 64, miliardi di Ford. Ma questi numeri riferiti al passato non tengono conto dei prodigi di Elon Musk, l’imprenditore scienziato che si accinge a dare il via alla vettura di massa, la Model 3 S (prezzo di listino 35 mila dollari, una batteria con un’autonomia di 350 chilometri) che verrà prodotta i 500 mila pezzi l’anno. Senza distogliere l’attenzione di Musk dalle altre avventure: la batteria monofamiliare che consente di immagazzinare energia solare, l’hyperloop, cioè il tubo volante su cui far correre i treni da Los Angeles a San Francisco, Space X, cioè la compagnia per le astronavi che dovrebbero assicurare il trasporto di merci e passeggeri nello spazio. Ma questo è niente di fronte all’ultima visione: connettere il cervello direttamente ad un computer. Sembra impossibile, forse lo è.Masec’èunuomochepuò riuscirci è proprio lui, 46 anni non ancora compiuti, di Pretoria, Sudafrica, dove ha sviluppato il suo primo videogioco. Aveva all’epoca 12 anni.