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 2017  aprile 12 Mercoledì calendario

L’amaca

Kim & Trump produce un suono da coppia comica, come Mutt & Jeff, come Ric e Gian, ma non c’è molto da ridere. Bullismo atomico allo stato puro, con l’amaro corollario che uno è dittatore nipote di dittatori (come se in giro ci fossero Otto Hitler e Gino Stalin), l’altro è stato eletto in democrazia: per dire come è ridotta, la democrazia.
Sono abbastanza vecchio per ricordare la crisi di Cuba. Vedevo gli adulti angosciati, capivo la gravità del momento, e quando si leggeva sui giornali “incubo nucleare”, nessuno poteva mettere in dubbio che fosse un incubo vero. Ora che siamo post-moderni c’è qualcosa di differente: di meno serio. Che non vuol dire meno pericoloso, magari tra un quarto d’ora partono i missili e ciao; vuol dire meno sostanzioso, più futile, legato alle mattane di qualche disturbato, non più tanto all’Epoca o alla Storia. La crisi di Cuba pareva sceneggiata da Jean Renoir o da Rossellini, uno strascico della guerra, del realismo e del neorealismo, questa qui appartiene alla surrealtà, a partire dalla fisionomia pazzesca dei duellanti, che se ci facessero vedere una fotografia e non sapessimo chi sono, diremmo: Tim Burton sta girando un nuovo film?