Corriere della Sera, 12 aprile 2017
In bici e in barca tra i canali (e senza spray antizanzare)
«Essere diventati due anni fa Riserva di biosfera ha come messo una lente su questo territorio». Dati alla mano, il commissario straordinario del Parco regionale Veneto del Delta del Po, Giovanni Mauro Viti, parla di un successo che è andato consolidandosi.
I suoi 120 chilometri quadrati di verde e acqua, che lambiscono 9 comuni in provincia di Rovigo, in queste settimane, complice il bel tempo, sono sempre più solcati da imbarcazioni e attraversati da biciclette: «Me lo confermano gli stessi operatori turistici, l’attenzione per questo territorio sta crescendo di pari passo con la consapevolezza di chi lo visita. Ad esempio sono sempre più i visitatori che rifiutano il trattamento anti zanzare, perché preferiscono non contribuire alla diffusione di sostanze chimiche in questo habitat».
L’attrattiva di questo fazzoletto di terra è testimoniata anche da un altro importante riconoscimento, ovvero essere stato scelto come cornice per il prossimo Forum mondiale dei giovani 2017, nell’ambito del programma Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco, in programma dal 18 al 23 settembre (la sede principale dell’iniziativa sarà Adria, ma si sconfinerà fino al territorio Ferrarese).
Dunque, dice Viti, ben vengano iniziative per promuovere il parco come quelle ideate dall’outlet DeltaPo Family Destination. Non è un caso se il centro commerciale di Occhiobello ha scelto l’emblematico titolo «Miti e leggende intorno al fiume Po» per lo spettacolo che ne sancirà oggi l’apertura.
Primo di una serie di appuntamenti volti a far conoscere il patrimonio ambientale Unesco che circonda il nuovo hub, dal Giro Rosa, che ha scelto DeltaPo Family Destination per una delle 10 tappe del circuito del 2017 agli showcooking in collaborazione con le scuole alberghiere di Adria, Ferrara e Lido degli Estensi, al gemellaggio «Delta Blues», tra il Delta del Po e il Delta del Mississippi, attraverso le note del blues e del jazz con artisti internazionali e locali.
«È un’idea valida – dice l’assessore al territorio della regione Veneto Cristiano Corazzari – questa proposta si presenta in maniera coerente con la nostra filosofia di far conoscere il parco».
Una riserva diventata da tempo un rifugio per i fenicotteri rosa e nella parte più «selvaggia», quella del Po di Maistra, dove i birdwatchers a bordo di canoe possono scrutare cormorani, aironi, germani reali, garzette e sgarze ciuffetto, mentre l’Oasi casa della cicogna si è trasformato in nido d’elezione del bianco uccello.
«Noi in quell’area non possiamo sopportare un turismo di massa e neanche ci interessa – continua Viti – a noi preme un turismo consapevole, fatto in canoa e bicicletta-. Bisogna però riconoscere – aggiunge – che a latere si sta sviluppando una ristorazione di eccellenza, attenta alla qualità di prodotti locali come il riso e il pesce; l’altro aspetto invece su cui stiamo puntando è l’accoglienza diffusa, non possiamo pensare a grandi strutture impattanti».
Il commissario ha ancora in mente lo studio condotto da Swg sulla percezione dei parchi veneti, secondo cui sul Delta la permanenza media è 3 notti, anziché 15.
«L’aspetto importante è che il Delta del Po è un’area per fortuna preservata dall’industrializzazione selvaggia del Veneto – riflette ancora Viti – e oggi offre grandissime opportunità grazie proprio a un ambiente curato dall’uomo stesso, tramite la pulizia dei canali e l’uso di idrovore».
Perché la direzione presa dal marketing del Delta è in effetti quella della valorizzazione di un territorio, più che di un prodotto.
«Al di là del nostro coinvolgimento e dei big spender che l’outlet può attrarre, l’oasi riassume tutta una serie di fattori inscindibili che ne fanno un unicum, proprio come succede al vino a Vinitaly».