Corriere della Sera, 12 aprile 2017
«I nuovi televisori? Gestiranno in rete tutti gli elettrodomestici della casa»
Una stretta alleanza tra tecnologia e design. È questa la strategia che ha portato Samsung, uno dei leder globali dell’elettronica di consumo, con un fatturato di oltre 177 miliardi di dollari e circa 325 mila dipendenti, a detenere una quota di mercato nel segmento degli schermi televisivi del 37% a livello globale e del 40%in Europa. In Italia per siglare nuovi accordi di distribuzione, Hyun-Suk Kim, responsabile globale della divisione schermi e tv di Samsung Electronics, fa il punto sulle tendenze del settore. «Il mondo degli apparecchi televisivi, ma preferisco utilizzare la parola “schermi” è in evoluzione continua», spiega il manager. «Fino a venti o trenta anni fa la televisione costituiva il mezzo principale per connettere il mondo interno della casa e della famiglia con l’ambiente esterno. Adesso non è più così – aggiunge – e la televisione è uno dei tanti mezzi per relazionarsi con l’esterno anche se continua a svolgere un ruolo di primario. È per questo che il design, oltre che la funzionalità e le caratteristiche tecnologiche acquistano un peso crescente».
In questo scenario l’evoluzione degli schermi televisivi, analogamente a quanto è accaduto per gli apparecchi telefonici, passa per una moltiplicazione dei significati e delle funzioni. Pe capire qual è la posta in gioco in questo mercato, basta ricordare che Samsung Electronics vende circa 50 milioni di televisori l’anno e che in Italia, paese in cui l’azienda coreana è presente da 25 anni e in cui realizza un fatturato complessivo di circa 3 miliardi euro, la quota delle televisioni vendute raggiunge il 45 per cento del totale. Gli investimenti per mantenere e consolidare questa posizione di leadership ammontano a livello globale, e non solo nel segmento tv, a oltre 12 miliardi di dollari l’anno.
«In questi giorni Samsung Electronics ha siglato un accordo di distribuzione con il marchio italiano di arredamento B&B per diffondere attraverso questo canale più sofisticato il nuovo modello di schermo Frame, che abbiamo recentemente presentato al Ces di Las Vegas e che sarà distribuito a livello globale a partire da giugno», spiega Kim. Frame, un modello che punta a trasformare il tradizionale schermo nero in un «quadro» (frame significa cornice), che entra a far parte dell’arredamento domestico degli interni di casa perché quando la televisione non è accesa lo schermo presenta un’immagine digitale che può essere selezionata tra centinaia di opzioni o creata direttamente dal consumatore.
«Quello degli schermi televisivi, a livello globale, è un mercato maturo che tende a non crescere più in termini di numero degli apparecchi installati ma in termini di qualità. Ormai quasi tutte le famiglie, anche nei paesi emergenti, possiedono un televisore e solo in Italia la media per abitazione è di 2,3 schermi per famiglia», ricorda Kim. Da qui la necessità di un’evoluzione qualitativa e funzionale. «La televisione, collegata alla suoneria della porta di casa può mostrare chi sta suonando il campanello, oppure può diventare il mezzo migliore per mostrare le foto di famiglia, la mattina fornire le informazioni essenziali su traffico e meteo, e ancora, in rete con tutti gli altri elettrodomestici della casa governarne il funzionamento», sintetizza Kim. Tuttavia nella «domotica» del futuro, nella casa digitale e integrata, non sarà così importante stabilire qual è l’apparecchio dominante, se il frigorifero o la televisione o altri dispositivi. «Ciò che conta è che di fronte alle complessità della tecnologia ci siano soluzioni semplici per l’utente, al servizio dei bisogni delle persone», conclude.