Corriere della Sera, 12 aprile 2017
Niente Eurobond, la svolta di Schulz a pochi mesi dal voto
Si può mettere un punto fermo nel discorso politico che si svolge in Italia sul futuro dell’Europa. Se anche il socialdemocratico Martin Schulz vincesse le elezioni tedesche il prossimo 24 settembre, la Germania rimarrebbe contraria all’emissione di eurobond. Durante un incontro con i media internazionali, interrogato al proposito, Schulz ha risposto che «l’unica cosa interessante riguardo al Bond è James». James Bond, non euro bond. Per lui si tratta di una svolta. In passato, quando era presidente del Parlamento europeo, aveva sostenuto l’idea di mutualizzare i debiti pubblici del Paesi dell’eurozona attraverso l’emissione di titoli comuni. Oggi, da candidato, si rende conto che la proposta incontrerebbe l’opposizione dell’elettorato, quindi l’ha lasciata cadere. Non si è limitato a quello. Ha anche spiegato che un suo governo continuerebbe a chiedere ai Paesi ad alto debito di ridurlo e di fare invece riforme strutturali per rendere le loro economie più competitive. Di base, una continuità con i governi guidati da quasi 12 anni da Angela Merkel. La possibilità che la Germania cambi cancelliere in teoria c’è, anche se al momento la crescita dei socialdemocratici nei sondaggi si è fermata: le ultime rilevazioni danno i conservatori di Frau Merkel in testa 36 a 30 per cento e il vantaggio della cancelliera sullo sfidante tra i giovani che voteranno per la prima volta è di 47 a 29. Ma anche se il sorpasso avvenisse, è importante sapere che qualche cambiamento ci sarebbe ma la nuova posizione di Berlino non sarebbe una svolta come quella immaginata spesso nel dibattito italiano, dove esponenti del governo parlano di fine imminente di una pretesa era dell’austerità. Alla base della posizione tedesca che accomuna cristiano-democratici e socialdemocratici c’è l’idea che, senza un patto di Stabilità rispettato e senza una convergenza economica realizzata attraverso riforme vere, l’area euro sia destinata a fallire. Meglio fare i conti con la realtà.