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 2017  aprile 12 Mercoledì calendario

Gli amici di Morgan

Morgan è familiare a tutti coloro che vorrebbero possedere la sua intelligenza e invece temono di avere il suo carattere. L’ultima è che si è licenziato da «Amici», la Canzonissima del ventunesimo secolo dove prestava pregiata opera di insegnante. A offenderlo è stato l’ammutinamento dei suoi allievi, da lui pubblicamente definiti dei «bimbiminkia». «Amici» produce cantanti di batteria, è il fordismo applicato allo spettacolo. Il contrario dell’artigianato di lusso, dunque di Morgan. Nella mente genialmente diabolica della De Filippi la sua presenza avrebbe aggiunto l’ingrediente della diversità a una formula ormai un po’ scontata, rendendola perfetta.
Non ha funzionato, non funziona quasi mai. I fuoriclasse sono negati per il comando delle organizzazioni umane perché non hanno l’umiltà necessaria a comprendere e motivare i mediocri. Morgan voleva «morganizzare» i ragazzi di «Amici» ed è stato respinto come un corpo estraneo. Però quando ha firmato il contratto conosceva le regole del gioco. In una sala da tè non puoi arrabbiarti se non ti servono una pinta di birra. Puoi scegliere di non metterci piede. Ma se ci vai, devi accettare il contesto. E andartene urlando la tua diversità non fa altro che renderti uguale a tanti altri che, non riuscendo a fare i conti con il mondo, gli attribuiscono la colpa di non essere alla loro altezza. Vero, il mondo è spesso ottuso. Ma non c’è niente di più ottuso che dire a un ottuso che è ottuso. Perché, essendo ottuso, non ti capisce. E pensa che l’ottuso sia tu.