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 2017  aprile 12 Mercoledì calendario

APPUNTI SU GIOVINAZZI PER LA VERITA’

Giovani piloti in F1: focus on Antonio Giovinazzi

Il pilota pugliese (terza guida della Ferrari) è stato chiamato dalla Sauber per sostituire l’infortunato Wehrlein, ancora alle prese con i problemi alla schiena dopo l’incidente nella Race of Champions dello scorso gennaio. Giovinazzi romperà il digiuno di presenze dei piloti italiani in Formula 1, a cinque anni e quattro mesi dall’ultima gara di Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi, al Gp del Brasile del 27 novembre 2011. Si è guadagnato i complimenti del suo presidente Sergio Marchionne: "Congratulazioni ad Antonio per il suo debutto in Formula 1". Chi invece li dovrà avere spalancati è proprio Giovinazzi. Prima di approdare in Formula 1, Giovinazzi ha partecipato all’edizione 2016 della serie cadetta organizzata dalla FIA. Ed è proprio durante la Q1 che si è capito il potenziale di Giovi, che, dopo aver preso il ritmo giusto, ha iniziato a spingere e si è portato ai limiti della zona rossa, ma proprio all’ultimo tentativo un errore lo ha condannato. Che non fosse un week-end come gli altri, Antonio Giovinazzi già lo sapeva mercoledì, quando si è imbarcato per Melbourne, dove avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di terzo pilota con la Ferrari. Più di così non si poteva chiedere. "Ho sentito solo un pò di affaticamento gli ultimi 5-6 giri, direi molto bene su questo fronte". La sua è l’unica Sauber al traguardo; Ericsson, infatti, ha concluso mestamente la sua gara al giro numero 21 dopo che, alla prima curva, era stato centrato da Magnussen. Alla vigilia della trasferta australiana Pascal Wehrlein ha l’ok dei medici, affronta le libere del venerdì, ma si rende conto di non avere la giusta preparazione atletica. Alto 1 metro e 83 cm, per 63 kg, Antonio Giovinazzi ha iniziato la sua carriera con i Kart dal 2006 al 2012, vincendo anche il Trofeo Nazionale Italiano 60cc, e quello Europeo 60cc nel 2006. Purtroppo, però, come già sostenevamo in passato, le nuove monoposto di F1 sono monoposto estremamente muscolari, che richiedono una preparazione fisica ai limiti della perfezione e che vedono nel collo (e quindi la schiena) una delle parti del collo maggiormente sotto sforzo, per cui è bastata la prima giornata di prove libere per avere un quadro della situazione molto più attendibile, e costringere il pilota di scuola Mercedes ad alzare bandiera bianca. Tra due settimane sarò in Cina ma vestito di ’rosso’, poi vedremo.