il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2017
Italo Bocchino: «Dissi di pagare Russo e vedere cosa portava ma per me era lecito»
Italo Bocchino parla per la prima volta dopo l’arresto di Alfredo Romeo: “Volevo attendere i tempi della giustizia ma dopo 40 giorni mi sono deciso perché ho un’immagine pubblica da difendere”.
Cosa dice del carabiniere indagato per l’erronea attribuzione della sua frase su Tiziano Renzi?
Non ho mai incontrato Tiziano Renzi. La frase su ‘l’ultima volta che ho visto Renzi’, che sarebbe stata pronunciata da me e attribuita a Romeo, si riferiva presumibilmente all’ex premier che ho incontrato solo durante il mio mandato parlamentare, in dibattiti televisivi e una volta il 23 dicembre del 2011, al concerto di Abbado per l’inaugurazione del nuovo Maggio musicale fiorentino.
Non c’è solo quella frase. Nelle carte si legge che Romeo le chiedeva se doveva pagare Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi e ora coindagato. Perché ne parlate?
Romeo si consultava con me per ragioni lecite perché la mia società ha un contratto di consulenza da 80 mila euro all’anno lordi.
Qual è il suo compito?
L’oggetto era la consulenza strategica e il rapporto con le istituzioni. Non lo abbiamo rinnovato alla scadenza.
Romeo prima parla con lei di pagamenti a Russo e poi fa un incontro con Russo al quale lei non partecipa, quello del famoso ‘pizzino’ dei ‘30 mila euro per T.’ e ‘5 mila per CR’, che sarebbero – sempre per il Noe – Tiziano Renzi e Carlo Russo.
Io ovviamente non so nulla di tutto questo. Russo non lo conosco e non l’ho mai incontrato. Non conosco Tiziano Renzi. A Romeo ho detto che doveva tenere Russo alla larga e che era un millantatore.
Romeo, prima dell’incontro con Russo però le parla di un accordo, che poi propone a Russo e le chiede quanto dovrebbe offrirgli. Lei consiglia una cifra (100 mila euro) e suggerisce di frazionarla mensilmente e di testarlo dandogli ‘una cartuccella’ per vedere cosa porta a casa. Che vuol dire?
Parliamo di una consulenza lecita a Russo. Io suggerisco a Romeo di pagarlo una volta al mese perché diffido di Russo e gli dico di dargli una questione, con un memo, per vedere se potesse risolverla. In due mesi si sarebbe visto se il suo apporto fosse utile o inutile.
A proposito di Russo, lei dice a Romeo: ‘Due sono le cose che dobbiamo fare di relazione uno con lui e uno con Lotti a casa sua’. Per questo Romeo voleva pagarlo?
Non stiamo parlando né di illeciti né di cose strane. Romeo quando parlava era presidente dell’Ifma, la più grande associazione di imprese di facility management a livello mondiale. Se il rappresentante di una categoria come Romeo vuole confrontarsi con un esponente istituzionale come Lotti può servirsi di un consulente che lo faciliti in questo. È lecito per me.
Intanto i magistrati la indagano a Roma per traffico di influenze.
Sì ma davvero non riesco a capire dove sia il reato. Non conosco il pubblico ufficiale che è Marroni, ad di Consip. Non conosco i due sospettati ‘trafficanti’ cioé Russo e Tiziano Renzi. Ho solo consigliato Romeo su una consulenza da dare a un terzo.
Lei è accusato di associazione a delinquere a Napoli.
Anche lì, non capisco. Romeo è la mia controparte in un contratto di consulenza. Quello che faccio per lui è lecito.
L’ipotesi di accusa dei pm è che lei abbia incontrato il direttore dell’Azienda Federico II, Natale lo Castro, per chiedere un bando su misura per Romeo. In cambio avrebbe offerto a Stefano Caldoro, le borse di studio per i ragazzi che dovevano lavorare in una sua nascente Fondazione per il sud.
Siamo accusati di una cosa che è prevista dalla legge. Il Policlinico aveva bandito una gara per le pulizie e non poteva farlo perché la nuova legge ha stabilito che anche le aziende universitarie siano obbligate ad aderire alla Consip. Il concessionario di Consip in Campania era Romeo. Io incontro Lo Castro perché posso farlo senza commettere reati. La società concessionaria Romeo poteva andare a dirgli: ‘Non fate la gara e venite da noi con la Consip’.
E Caldoro?
Caldoro ipotizzava di dar vita a una fondazione e mi chiese se Romeo, la piu grande impresa della Campania, potesse finanziare le borse di studio per due laureati. Non vedo i reati.
Secondo i pm Romeo voleva un bando su misura…
Ma il bando di gara era già stato pubblicato come facevamo ad ottenerlo su misura?