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 2017  aprile 11 Martedì calendario

Cibo, la marca fa da bussola

In Italia la marca funziona ancora come una bussola in grado di orientare il consumatore, garantendo la qualità, la sicurezza e le caratteristiche salutari ed ecosostenibili del cibo, tutti valori molto importanti per i consumatori quando fanno la spesa, tenendo presente che nella scelta dei prodotti il prezzo non è l’elemento decisivo.
Tra i trend più interessanti nel settore ci sono anche l’esigenza di funzionalità con cibi pronti, la richiesta di trasparenza sugli ingredienti e la provenienza, l’importanza del Made in Italy, il benessere con il boom dei cibi senza (glutine, lattosio e così via) o arricchiti, e nuovi canali come il take-away online e i distributori automatici.
A rivelarlo è «Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione», la nuova ricerca dell’istituto Censis per Nestlé Italiana.
Il contesto è quello di una leggera ripresa della spesa alimentare (fortemente calata durante la crisi) negli ultimi anni, raggiungendo il 14,3% sul totale dei consumi delle famiglie, una quota superiore alla media dei principali paesi europei (11,4%). In tutto ciò, oltre il 91% degli italiani si dichiara interessato al cibo, cui vengono attribuiti vari significati tra cui i principali lo collegano alla salute, allo stare insieme agli altri e all’orgoglio rispetto alla cucina italiana.
Secondo lo studio, quando si fa la spesa, il fattore più importante non è il prezzo ma la trasparenza delle informazioni sulla provenienza e gli ingredienti (per il 94,4% degli intervistati), la funzionalità, per l’88,4%, intesa come la conservabilità, la facilità e velocità di uso, la salute (84,6%), e l’eticità (83,5%). Valori importanti sono anche l’italianità, per cui si è disposti a pagare qualcosa in più (secondo l’85,5%), e la qualità e la sicurezza.
Trend, questi, che si concretizzano poi in scelte e soluzioni diverse. Per esempio più di 31 milioni di persone comprano cibi già pronti solo da scaldare nel forno, o semipronti; si fanno sempre più spazio, inoltre, i cibi salutisti (acquistati da 26 milioni di persone, soprattutto Millennial), come quelli senza glutine, senza zucchero, senza lattosio, o i cibi arricchiti, per esempio cereali con vitamine, latte con più calcio, yogurt con omega 3.
Si affermano anche nuovi canali: il take-away online è usato da 19,4 milioni di individui che hanno acquistato cibi cucinati pronti, con consegna a domicilio, mentre i distributori automatici sono utilizzati da 25,3 milioni di persone.
In questa molteplicità di possibilità e canali però il brand funge ancora da bussola per orientarsi. «È interessante notare come più si ampliano offerta e canali più la marca assume un ruolo di guida e di garanzia», osserva Massimiliano Valerii, direttore generale di Censis. «Gli italiani, compresi i Millennial, sono disposti a pagare di più per il prodotto di marca, soprattutto quando comprano alimenti salutistici, nel 71,1% dei casi, cibi pronti o semipronti, per il 69,6%, prodotti nei distributori automatici, per il 71,3%. E anche quando ordinano cibo cucinato a domicilio, dove quindi la marca è il ristorante o la piattaforma di acquisto».
Nell’alimentare, insomma, la reputazione di chi vende è decisiva: per il 35% conta più del prezzo e per il 48% quanto il prezzo.
Un altro aspetto che emerge dallo studio è la consapevolezza del consumatore, che ha ben chiaro cosa vuole dal proprio cibo, e quindi si informa, prevalentemente in rete (nel 57% dei casi, percentuale che sale al 74,2% per i Millennial). Tuttavia ad acquistare alimentari in rete sono ancora pochi, ma la tendenza complessiva è in crescita.
Uno scenario, quindi, in evoluzione, «in un mercato che risponde ancora a logiche consolidate ma vede affermarsi contemporaneamente fenomeni del tutto nuovi», sottolinea Massimo Ferro, direttore corporate strategy di Nestlé in Italia. «Nuovi modelli organizzativi, per esempio, a servizio della multicanalità, dove il ruolo della marca è inevitabilmente destinato a cambiare. Ma anche nuovi prodotti, in linea con l’evoluzione del gusto e delle necessità, e nuove tecnologie produttive».