Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  aprile 11 Martedì calendario

Di già?

Beh, è la notizia dell’anno. Rosy Bindi ha detto in un’intervista: «Lascio la politica, il Pd è di un uomo solo». Quindi è colpa di Renzi. È tutta colpa sua se la giovane Bindi lascerà (se è vero) dopo soli 28 anni spalmati in 6 legislature in 5 gruppi parlamentari diversi, e dopo aver fatto solo il ministro della Sanità e delle Politiche Agricole, il vicepresidente della Camera, il presidente del Pd, della commissione Antimafia, e dopo aver avuto (anche a Strasburgo) solo incarichi agli Esteri, agli Affari sociali, all’Ambiente, ai Lavori pubblici, alla Vigilanza e alle Politiche comunitarie, e dopo aver avuto svariate deroghe elettive perché il Pd ne ha valutato «il contributo fondamentale». L’intervistatore Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano ha preso atto dell’incredibile anomalia: «In pochi riescono a smettere...». Da vivi. Ma c’è da capirla, la Bindi: ormai il Pd è «un carro al seguito dell’uomo solo al comando». Quindi è colpa di Renzi, uno che, forse, dovrebbe fare un passo indietro, smettere con la politica almeno per un po’: ma che secondo la Bindi «non ha la forza di fermarsi, non ce la fa proprio». Nota: all’età attuale di Renzi (42 anni) la Bindi non era ancora entrata in Parlamento (è entrata a 43, nel 1994). Nota 2: lo scrivente non è mai stato renziano, ma se fa smettere la Bindi, come dire, ecco.