la Repubblica, 11 aprile 2017
Armi da guerra e infrarossi, così le forze speciali assediano il fantasma
MOLINELLA (BOLOGNA) A loro non interessa come si chiami realmente, né quanti alias abbia o da dove provenga. Per loro è Igor, Igor il russo e basta. Così lo identificano via radio: «C’è una traccia di Igor», «Segnalate impronte di Igor», «Igor è passato di qui». Sanno che è pericoloso e che va stanato. Sanno quel che serve: le sue abitudini, le armi che porta con sé e che è abile ad usare. Igor Vaclavic, Ezechiele Norberto Feher, o come diavolo si chiama, per loro è solo l’obiettivo e sono certi di riuscire a neutralizzarlo. Ormai da due giorni la caccia all’uomo che si sta sviluppando a cavallo tra le provincie di Bologna e Ferrara è affidata ai corpi speciali dei carabinieri. Il top che l’Arma può mettere in campo è tutta in quei 75 chilometri quadrati che gli investigatori hanno battezzato come la “zona rossa”. E più esplicitamente, il territorio nel quale cercare l’assassino di Davide Fabbri (ucciso il primo maggio a Budrio) e Valerio Verri (fulminato con due colpi di pistola sabato a Portomaggiore).
Una striscia di terra lunga 10-12 chilometri e larga tra i 6 e gli 8, ormai completamente cinturata dai posti di blocco. Una gabbia certamente molto ampia, ma dentro la quale si muovono, coordinati da un’unica regia, i paracadutisti del Tuscania, i Cacciatori di Calabria e le Sos. Centocinquanta uomini a turno, giorno e notte, che stanno rastrellando palmo a palmo un territorio disomogeneo e per questo oggettivamente difficile. Lo hanno diviso in dodici zone che, una dopo l’altra, vengono passate al setaccio. «Se è qua dentro – si lascia sfuggire un graduato – non ha via di scampo». Si tratta di militari esperti, che in larga misura hanno alle spalle anche diverse missioni all’estero, come quelli del Tuscania, ad esempio. Sanno muoversi su terreni sconosciuti e con l’incognita di un nemico apparentemente invisibile. Poi ci sono i Cacciatori arrivati da Vibo Valentia in Calabria, da decenni utilizzati per scovare boss e picciotti della ‘ndragheta latitanti nelle zone più impervie dell’Aspromonte: mastini pazienti che difficilmente mollano la preda. Infine le moderne Sos, le Squadre operative di supporto addestrate ad aver a che fare con terroristi di ogni parte del pianeta.
Elite, appunto, a cui si sono aggiunte due squadre dei Gis non ancora utilizzate, e che tutti sperano non debbano entrare in campo. Si tratta di specialisti nella gestione di situazioni ad alto rischio. Sono già qui, ma saranno attivate soltanto se le cose si mettessero male: ad esempio se ci andassero di mezzo degli ostaggi. Se è vero come è vero che il killer non è stato ancora arrestato, è altrettanto vero che se si trova nel fazzoletto di terra tra Molinella, Argenta e Consandalo primo o poi sarà intercettato.
Si procede a rilento per la complessità del territorio. I militari si devono muovere tra campi arati e terreni incolti, tra acquitrini e canneti, tra boscaglie e canali. Devono cercare nei fiumi e sotto i ponti, nelle condotte dell’acqua per le irrigazioni e nei casolari abbandonati. Il tutto tenendo conto che in quei 75 chilometri quadrati non c’è soltanto Igor, ci sono anche tanti contadini che vivono nelle loro cascine. Gente che va protetta mentre si cerca la bestia.
Che Ivan sia considerato pericolosissimo lo dimostrano anche le armi che le squadre speciali stanno utilizzando per scandagliare ogni anfratto della “zona rossa”. Armi pesanti per far fuoco a raffica ed armi lunghe da cecchino. Altrettanto sofisticate le attrezzature che soprattutto di notte vengono attivate per muoversi al buio. Gli specialisti hanno visori notturni agli infrarossi e visori termici per rilevare le fonti di calore. Lo cercano sulla terra, ma lo cercano anche sotto. Non escludono che «Igor si possa essere scavato una tana nella quale sparire all’occorrenza». Di buchi nei quali si sarebbe nascosto per alcune ore ne sono stati trovati diversi, ma tutti sono convinti che il covo principale non sia ancora saltato fuori. Il cerchio dunque si stringe, in questi frangenti è possibile che Igor tenti una sortita o di sgusciare via tra le fila che gli si stringono attorno. Se lo dici agli specialisti sorridono: «Noi siamo qui per questo, per evitare che si volatilizzi ancora. Se è tra queste valli non scapperà».