la Repubblica, 11 aprile 2017
Il programma grillino: via i sindacati
ROMA Il Movimento Cinque Stelle parte all’attacco del sindacato, vuole cancellare il suo ruolo di mediazione e le sue «incrostazioni di potere». Lo fa avviando una discussione sul blog di Beppe Grillo sul programma relativo al lavoro su cui i militanti voteranno la settimana prossima. E ad un certo punto Claudio Cominardi, Tiziana Ciprini e Nunzia Catalfo, i tre parlamentari che hanno illustrato in un video i temi, dicono che «la presenza e l’incidenza del lavoratore nella governance della propria impresa, per il Movimento 5 Stelle, va disintermediata».
I grillini spiegano anche che «difendere il lavoratore significa anche promuovere forme nuove di democrazia e partecipazione sui luoghi di produzione, tagliando al tempo stesso i vecchi privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato tradizionale».
Dunque, dopo l’informazione, i grillini vogliono abolire i copri intermedi anche nel mondo del lavoro. Una proposta che non piace a sinistra. Anche perché ricorda un po’ il Matteo Renzi “rottamatore” che aveva chiuso la Sala Verde di Palazzo Chigi dove il governo “concertava” con i sindacati.
Un paragone che Nicola Fratoianni cerca subito di mettere in evidenza. «Finalmente una novità nel dibattito politico italiano! Una di quelle cose che non ti aspetteresti. Il M5S trova un punto di intesa con Matteo Renzi», dice il segretario di Sinistra italiana-Possibile.
«Colpisce che chi pensa di andare a governare, senta il dovere di prendere a schiaffi i sindacati. Da Renzi a M5S», aggiunge il deputato, sempre di Sinistra italiana-Possibile, Giorgio Airaudo.
Critiche ai grillini arrivano anche da Roberto Speranza: «Sui sindacati, Grillo ha una visione assolutamente singolare della democrazia, ancora una volta dimostra di avere una visione della democrazia inaccettabile e insostenibile», dice uno dei leader di Mdp. E dal Pd si alza la voce del deputato Edoardo Patriarca. «Grillo, – dice – nel caso non se ne fosse accorto, sappia che l’Italia è una democrazia. Qui i corpi intermedi, e i sindacati quindi, hanno ancora un valore, contribuiscono a far prendere decisioni che riguardano tutti».
Un altro pezzo di Pd, invece, approfitta del documento grillino per portare un nuovo attacco a Pier Luigi Bersani, reo di avere proposto nelle settimane scorse un’apertura nei confronti del Movimento Cinque Stelle. «Vorrei sapere cosa ne pensino Bersani e Mdp che considerano Grillo un interlocutore. Questo punto del programma Cinque stelle è degno di una coalizione, magari solo per contrastare Renzi?», chiede la senatrice Francesca Puglisi.
La pioggia di critiche induce l’ufficio stampa grillino della Camera a fare una precisazione. «Annunciare di voler tagliare i privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato tradizionale, anche rispetto alla rappresentanza sui luoghi di lavoro, non significa voler eliminare le sigle o i diritti sindacali», scrivono i comunicatori pentastellati.
Che concludono «Peraltro non si tratta di nulla di nuovo: sono cose che il M5S auspica da tanto e sono gli stessi sindacalisti, quantomeno i più avveduti, a convenire che le principali organizzazioni dei lavoratori debbano abbandonare atteggiamenti, prerogative e riti da casta per aprirsi al paese reale».