Corriere della Sera, 11 aprile 2017
«Si sceglie a livello locale. C’è un loro caposaldo alla base della sentenza»?
Le regole statutarie come stella polare. «Vale per ogni associazione» spiega Gianluigi Pellegrino, amministrativista, commentando la sentenza di Genova. Altrimenti «la cristalleria dei diritti dei cittadini» è destinata a essere «calpestata con la rozzezza di un elefante».
1 La sentenza del Tribunale di Genova quale effetto determina?
«La decisione è chiara e ben scritta. In pratica, sono validi i risultati dell’assemblea locale del Movimento 5 Stelle. Il giudice sottolinea, insomma, che, così come stabilito dallo statuto del Movimento, il candidato sindaco viene scelto dagli iscritti locali. Grillo, in veste di leader, se vuole può sottoporre il candidato prescelto alla convalida da parte di tutti gli iscritti nazionali».
2 Cosa ha annullato il dispositivo del giudice?
«Viene salvaguardato un principio di fondo: se costruisci una cristalleria di diritti dei cittadini non puoi pensare di calpestarla con la rozzezza di un elefante. Fatta questa premessa, il giudice ha annullato sia la scomunica della candidata Cassimatis, ossia l’atto che pretendeva di annullare il voto in suo favore, sia la votazione nazionale che ha scelto come candidato Pirondini».
3 Quale altro principio traspare dalla sentenza?
«La decisione del giudice dovrebbe rallegrare gli esponenti dei 5 Stelle, poiché costituisce l’esaltazione della loro rivendicata regola fondamentale: le decisioni le prendono i cittadini iscritti. Se ora si applicasse lo statuto e l’assemblea nazionale convalidasse Cassimatis sarebbe la quintessenza del loro modello».
4 Il ruolo di Beppe Grillo ne esce limitato?
«Non direi, il giudice con molta serenità ed equilibrio riconosce a Grillo una piena leadership. Il ruolo di capo politico e di garante non è in discussione, ma come impone lo statuto il vincolo delle decisioni assembleari vale anche per lui».
5 In forza di questa sentenza chi è il candidato sindaco dei 5 Stelle?
«Il giudice non stabilisce certo che debba essere Cassimatis. Ma per giungere a una diversa indicazione bisogna procedere in modo aderente allo statuto. L’assemblea nazionale deve potersi esprimere su quel nome e, in caso di bocciatura, l’assemblea degli iscritti genovesi dovrà rivotare. È la democrazia che i 5 Stelle hanno voluto e messo per iscritto».
6 La vicenda si configura come un modello di regole democratiche a geometria variabile?
«Direi che nessuno può muoversi in una nebbia di contraddizioni, tra proclami di democrazia rappresentativa e pulsioni goffe e autoritarie. Il giudice proprio in chiusura indica le regole statutarie come stella polare. Vale per ogni associazione, figurarsi per un movimento politico in una democrazia costituzionale».