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 2017  aprile 11 Martedì calendario

«Un’altra macchinazione. Papà? Piange»

ROMA Matteo Renzi ha appena parlato al telefono con il padre: «Papà sta piangendo», dice l’ex segretario, che non si è ancora riavuto dallo sbigottimento per la notizia del rapporto contraffatto. Poi rivolto agli amici che sono lì con lui, aggiunge, sospirando: «Vi rendete conto? Ed è la seconda macchinazione dopo quella dell’Eni (cioè il presunto complotto, su cui sta indagando la procura di Siracusa, per affossare De Scalzi e danneggiare Renzi, ndr). Comunque ho la massima fiducia nella magistratura che a Roma sta lavorando su questa vicenda».
Poi davanti alla telecamere, ospite di Porta a Porta, l’ex premier, che l’altro ieri aveva confessato di «aver tatuato addosso quanto è avvenuto in questi ultimi quattro mesi», riacquista l’aplomb delle occasioni tv: «Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia, bisogna aspettare le sentenze. Certo se però le sentenze le fanno i giornali o i politici è un problema per tutti».
Renzi però non riesce a nascondere che «questa è una vicenda che umanamente mi colpisce molto»: «Noi – osserva – siamo fortunati, ma quanti sono i cittadini che si trovano di fronte a un falso e non hanno la possibilità di difendersi?».
Dunque, massima «fiducia nella magistratura». E nei carabinieri: «Quello che fa uno di loro riguarda solo lui. Credo nell’Arma». Il che, però, non significa che Renzi non giudichi «molto strano quello che sta avvenendo», perché «qualcuno ha costruito un falso» e lui vorrebbe sapere chi abbia deciso di farlo e perché, ma, aggiunge l’ex premier, «credo che alla fine la verità venga sempre a galla, perciò non faccio polemiche». Non con la magistratura di Roma, di sicuro. Tant’è vero che il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, che chiede «l’indispensabile accertamento della verità», elogia «la grande professionalità della Procura della Capitale», quasi a contrapporla a quella di Napoli.
Con i Cinque Stelle, però, Renzi non rinuncia a far polemica: «A Grillo, che ha messo in discussione il rapporto con mio padre dico “vergogna”».
Nei capannelli dei renziani, in Transatlantico, ci si interroga su chi sia il «mandante» di questa operazione. «Vogliamo sapere tutto di questa vicenda clamorosa», dice David Ermini. «Vogliamo capire chi ha chiesto al carabiniere di falsificare i verbali», gli fa eco Alessia Morani. «Vorrei comprendere, se c’è, chi è il mandante, perché questa storia è veramente gravissima», osserva Roberto Giachetti.
L’ex segretario del Pd, che sta registrando la puntata di Porta a Porta, intanto è già passato a un nuovo argomento: la legge elettorale. Matteo Renzi conferma la notizia trapelata giovedì scorso e rimbalzata ancora l’altro ieri: «Sono assolutamente disponibile – dice – a togliere i capolista bloccati». Tutta tattica per spiazzare Forza Italia, che è contraria a cancellarli, e mettere in difficoltà Mdp e M5S che in realtà li vogliono? Lo si capirà prossimamente.