il Giornale, 10 aprile 2017
Come funziona l’«Ape» e chi può ottenerlo. Da maggio le domande
Dal primo maggio e fino a fine dicembre 2018 si aprirà una finestra per chi vorrà anticipare, generalmente a proprie spese, i tempi della agognata pensione. Le condizioni sono piuttosto rigide, i costi spesso elevati e i dubbi, in attesa dei decreti attuativi, numerosi. Ma vale comunque la pena farsi trovare preparati per non perdere un’eventuale occasione per accedere alla pensione anticipata per i lavoratori precoci (che abbiano lavorato almeno un anno prima dei 19 e abbiano versato almeno 41 anni di contributi, oltre a trovarsi in situazioni di bisogno e aver svolto lavori pericolosi o usuranti) o richiedere l’anticipo pensionistico sociale («Ape sociale») o l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica («Ape volontaria»). I tempi infatti per presentare la domanda sono stretti: entro il 30 giugno o si slitta, probabilmente, a marzo 2018.
L’APE SOCIALE
È una indennità di natura assistenziale corrisposta dall’Inps e soggetta a limiti di spesa (si parla di un budget di 300 milioni per quest’anno e di 609 milioni per il 2018, se le risorse non fossero sufficienti potrebbe rendersi necessaria una graduatoria). La prestazione è erogata in dodici mensilità per un importo massimo di 1.500 euro e fino al raggiungimento dei termini previsti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
A CHI È RIVOLTA
Lo strumento previdenziale è rivolto ai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica che si trovino in determinate situazioni di bisogno, specificate dalla normativa, o che abbiano svolto, per almeno sei anni consecutivi, una delle undici attività previste dalla legge.
I REQUISITI
Occorre aver compiuto almeno 63 anni, non essere titolare di alcuna pensione diretta e maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi. Nei casi in cui l’indennità sia corrisposta a lavoratori in stato di bisogno (ad esempio disoccupati di lungo termine, lavoratori che assistono un familiare di primo grado affetto da grave disabilità o lavoratori con un’invalidità a partire dal 74%) occorre aver versato almeno 30 anni di contributi. Sono invece richiesti 36 anni di anzianità retributiva nei casi in cui il lavoratore abbia svolto determinate attività «difficili e pericolose» nell’ambito, ad esempio, infermieristico o ostetrico, della conceria o della conduzione di mezzi ferroviari o pesanti, nell’insegnamento nella scuola d’infanzia, nell’educazione presso asili nido. L’Ape sociale può essere corrisposta anche in presenza di una attività lavorativa dipendente (con compensi massimi di 8mila euro l’anno) o autonoma (entro i 4.800 euro l’anno).
L’APE VOLONTARIA
È un prestito erogato da una banca in 12 mensilità, per un minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione. L’anticipo mensile non può essere inferiore ai 700 euro né superiore al 90% della pensione certificata. Inizialmente il Tan (Tasso annuo nominale e fisso per l’intera durata del prestito) dovrebbe attestarsi al 2,75% per poi essere aggiornato ogni due o tre mesi. Il prestito deve essere restituito entro 20 anni, salvo estinzione anticipata, attraverso una trattenuta su ciascun rateo pensionistico. Una polizza assicurativa obbligatoria copre poi il rischio di premorienza. L’adesione degli istituti di credito e delle compagnie pensionistiche è su base volontaria e, al momento, i maggiori istituti finanziari sembrano interessati.
A CHI È RIVOLTA
Restano, invece, esclusi i liberi professionisti iscritti alle rispettive casse.
I REQUISITI
Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta, avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi e maturare il diritto alla pensione entro tre anni e sette mesi.