il Giornale, 9 aprile 2017
Energia tascabile e «ricambi»: ecco come vivremo nel 2037
Roma Sì cara, telefonami tra vent’anni, quando avrò la barba più bianca. Ma stai tranquilla, non saremo vestiti da torero, come cantava Lucio Dalla, con una torta in mano e l’orecchio puntato verso il cielo. No, nel 2037 avremo in tasca una carta con la nostra dotazione di energia, potremo cambiarci una gamba o farci un seno nuovo con una stampante 3D, gireremo in auto elettriche alimentate dal sistema frenante dei treni e non mangeremo pillole colorata bensì succose carbonare, se mai riusciremo a bloccare il riscaldamento globale. I sordomuti parleranno, le donne saudite si toglieranno, forse, chissà, il velo, però l’intelligenza artificiale aumenterà le discriminazioni sessuali e razziali. Ah, dimenticavo: morirà la democrazia.
Il futuro è chiaro, anzi è molto fosco. Ne parlano, per prevederlo a almeno ragionarci un po’ su, diciotto economisti, bioingegneri, ricercatori, sognatori e cervelloni, riuniti al Tedx Roma 2017, la costola italiana del Technology Entertainment Design fondato nel 1984 da Richard Wurman e Harry Marks che a Vancouver ogni anno ipotizza il nostro domani e sforna premi Nobel. Le prospettive, dicono, non sono confortanti. Secondo Manuel Ruiz, preside dell’Istituto de Empresa, il progresso mal gestito ha ucciso il sogno americano e messo a rischio la democrazia. «La tecnologia ha cambiato le regole dell’economia e fatto collassare il sistema liberale». Vie d’uscita? «Un nuovo contratto sociale». Per Giulia Baccarin, leader di aziende di modellistica predittiva, «l’intelligenza artificiale ci sta sfuggendo di mano: ormai dai nostri post su Facebook si può capire quando ci coglierà la depressione». E se Philip Zimbardo, presidente per decenni della American Psicology Association, si presenta con la maglietta di Superman per invitare la platea a trasformarsi nell’eroe che dovrà battere il male prossimo venturo, ecco Alexander Betts, professore Affari internazionali a Oxford, che sostiene che solo nuove politiche di ospitalità e per i giovani ci salveranno.
Va bene, in futuro non saremo democratici però almeno staremo meglio. Vivremo forse fino a 120 anni, sostiene il nutri-gerontologo Kris Verburgh, grazie a un’alimentazione mirata e agli organi di ricambio. Mangeremo bene. «Negli anni 60 – dice Carlo Alberto Pratesi, ordinario di Marketing a Roma Tre -, nei film di Kubrick e Spielberg, si ipotizzava che avremmo ingoiato pillole. Invece oggi il 63 per cento dei giovani italiani vuole diventare chef». E staremo più comodi, visto che, come spiega Morgan Linton, boss della Bold Metrics, andremo dal sarto anche per le bici e i sedili dell’auto. Anna Carolina Tortora è un genio dell’energia, infatti la chiamano batteria-ninja. «Tra vent’anni – avvisa – non si sprecherà un solo movimento. L’effetto dello spostamento dei treni farà viaggiare le auto elettriche che, muovendosi su un asfalto speciale, accenderanno i semafori. L’energia? Niente paura, la terremo nel portafoglio, la scambieremo come dei soldi». E chi farà il caffè?