Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  aprile 09 Domenica calendario

L’islam è pronto a sterminarci con mini-armi chimiche e atomiche

Mentre scorrono in tutti i canali televisivi le immagini di morte provenienti da Stoccolma, richiamando alla memoria altri orrori simili già vissuti a Nizza, Parigi, Bruxelles, Berlino, Londra, San Pietroburgo, vengono in mente le parole dette dal più grande etnologo del Novecento, Claude LéviStrauss, una vera e propria confessione pochi mesi prima di lasciarci: «Ho cominciato a riflettere in un momento in cui la nostra cultura aggrediva le altre culture, di cui perciò mi sono fatto testimone e difensore. Adesso ho l’impressione che il movimento si sia invertito e che la nostra cultura sia sulla difensiva di fronte alle minacce esterne e in particolare di fronte alla minaccia islamica. Di colpo mi sento etnologicamente e fermamente difensore della mia cultura». 
Parole da scolpire nella memoria di tutti noi, ma soprattutto da ricordare a coloro che ancora si ostinano a negare l’evidenza e a non volere capire una verità elementare: il fondamentalismo islamico, con la sua dottrina, ha creato il terreno ideale, per far crescere e sviluppare il terrorismo globale ed elevarlo al rango di missione religiosa salvifica. Gli assalti continui alla gente inerme delle nostre città possono essere compresi solo tenendo bene a mente qual è il retroterra teorico dei fanatici jihadisti. 
Sayyid Qutb, punto di riferimento dei Fratelli musulmani, in All’ombra del Corano scrive: «L’islam è chiamato per necessità al combattimento, se vuole assumere il comando e la guida del genere umano...essere musulmano significa essere un guerriero pronto a mettersi a disposizione della volontà di Dio ogniqualvolta lo richieda». 
SOTTOMISSIONE 
Da Sayyid Qutb apprendiamo che l’islam è una civiltà tradizionalista e come tale non può non vedere nella società occidentale un sistema di vita perverso e corrotto. L’idea, tipica della moderna democrazia liberale, secondo cui la legge è cosa fatta dagli uomini, non può non risultare blasfema per chi, come i musulmani, vedono nel diritto solo la parola divina, di fronte alla quale è concepibile un unico atteggiamento: l’obbedienza senza riserve. Intanto, via via che tali insegnamenti guadagnano terreno presso le comunità islamiche, l’Europa diventa sempre più il teatro che i fondamentalisti privilegiano per seminare terrore e morte. E tutto questo, mentre alcuni analisti temono che i jihadisti siano alla vigilia di un salto di qualità nelle loro azioni e che possano riuscire, anche in tempi ravvicinati, a mettere le mani sulle armi di distruzione di massa. Si tratta di micro ordigni ad alta radioattività e di devastanti sostanze chimiche e batteriologiche queste ultime possono addirittura essere trasportate anche nella tasca di una giacca potenzialmente in grado, in pochi minuti, di mettere in ginocchio intere città. 
A tal proposito, Walter Laqueur uno storico americano considerato un’autorità negli studi sulla violenza islamista ricorda in un suo libro, Il nuovo terrorismo, che «Il megaterrorismo non si è ancora realizzato, ma oggi è una possibilità reale e concreta. Per la prima volta nella storia umana, grazie alle nuove tecnologie, anche gruppi molto piccoli avranno la possibilità di causare distruzioni immense. Il terrorismo religioso non mira a richieste politiche ben definite, ma alla distruzione della società e alla eliminazione di larghi strati della popolazione. Nella sua forma più estrema il terrorismo vuole liquidare tutte le forze sataniche nelle quali potrebbe essere compresa anche la maggior parte della popolazione di un Paese, come condizione essenziale per la crescita di un altro ceppo umano migliore e in ogni caso diverso. Nella sua forma più estrema e folle può anche puntare alla distruzione di ogni forma di vita sulla Terra come punizione definitiva per i crimini dell’umanità». 
SILENZIO COLPEVOLE 
A fronte di tali possibili scenari da incubo, il Vecchio Continente sembra ogni giorno più indifeso, diviso e incerto sul da farsi. Mentre non dovrebbero esserci più dubbi nel prendere atto che quel che oggi accade nelle città europee dipende dalla massiccia e incontrollata immigrazione musulmana, ma soprattutto è il frutto di una notevole libertà con cui i gruppi più radicali si sono potuti muovere all’ombra di moschee e organizzazioni culturali. 
Infatti, quel che più inquieta, soprattutto in Europa, è il silenzio della maggioranza della comunità islamica. «Fino a quando ci sarà questo silenzio ricorda ancora Walter Laqueur le minoranze violente si sentiranno al sicuro».