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 2017  aprile 10 Lunedì calendario

La Germania non sarà più la stessa

Se siete preoccupati per la carriera della cancelliera tedesca Angelas Merkel, sedete alla scrivania di Wolfgang Schäuble (l’attuale ministro delle Finanze). Da lì, il futuro politico personale è molto, molto più incerto che dalla luminosa stanza occupata dalla cancelliera. 
Dalla grande finestra con vista sul Reichstag, Frau Merkel ha piuttosto chiaro cosa deve fare: condurre a termine il suo terzo mandato alla guida del governo e combattere per ottenerne un quarto alle elezioni del prossimo 24 settembre. 
Se vincerà, per lei bene. Se dovrà cedere la stanza allo sfidante socialdemocratico Martin Schulz, uscirà di scena. Ma al momento l’alternativa è netta e la prima ipotesi è la più probabile: la signora della politica tedesca ultimamente sale nei sondaggi. Il suo destino è eccezionalmente importante per l’intera Unione europea. Non lo è meno quello del suo ministro delle Finanze. Solo che nel suo caso l’alternativa non è affatto netta. 
Ribaltoni 
Se il partito socialdemocratico dovesse vincere le elezioni, Martin Schulz diventerebbe il nuovo cancelliere, con ogni probabilità alla guida di una Grande Coalizione come quella che governa oggi, con la differenza che la Spd sarebbe il boss e l’Unione Cdu-Csu di Merkel e Schäuble starebbe in posizione subordinata. 
In quel caso, molto difficilmente Schulz accetterebbe di avere come ministro delle Finanze il sacerdote dell’ortodossia economica e finanziaria. Si tratta della poltrona più importante dopo quella di cancelliere, da lì si decidono le politiche finanziaria, economica e sociale del Paese e da lì si influenza come da nessun altro posto l’Europa, sia l’Unione europea sia l’eurozona. Schulz rischierebbe di essere un cancelliere azzoppato in partenza, in più da un ministro che con le posizioni dei socialdemocratici non ha niente da condividere. Nel caso di vittoria dell’Spd, Schäuble potrebbe non entrare in un nuovo governo di coalizione oppure finire con un portafoglio diverso, magari gli Interni. 
Per l’Europa rimanere senza il guardiano primo della stabilità dell’euro sarebbe uno choc. 
Il fatto è che, se invece alle elezioni vincerà ancora Merkel, è altamente probabile che si debba comunque rifare una Grosse Koalition. Con i socialdemocratici in minoranza ma che, a differenza di oggi, quasi certamente per partecipare vorrebbero il ministero delle Finanze, non più quello degli Esteri che conta poco non influisce (la politica Estera la fa Merkel). Anche in questo caso, la potente poltrona delle Finanze per Schäuble non sarebbe scontata, anzi. 
Cambi possibili 
Le probabilità che dal prossimo autunno gli Eurogruppi e gli Ecofin di Bruxelles si tengano senza l’eminenza grigia di Berlino sono insomma alte. Questa è la possibile maggiore novità che possono portare le elezioni tedesche all’economia europea e soprattutto alla moneta unica. Significa che la strada sarà aperta per un cambiamento radicale della politica tedesca negli affari continentali? Cioè che Berlino darà il via libera a un Patto di Stabilità diverso, agli Eurobond, a un’Unione bancaria a 360 gradi, cioè a un’area euro che mette di fatto in comune i bilanci? No. 
Se vincerà l’Unione Cdu-Csu di Merkel, il ministro delle Finanze potrà cambiare ma negli accordi di coalizione tutte queste ipotesi verranno escluse, anche se al posto di Schäuble andasse Schulz. Piuttosto, un governo del genere sarebbe ancora più flessibile di oggi con la Francia se a Parigi vincesse Emmanuel Macron che da presidente cercherebbe di introdurre riforme significative. Berlino sente come indispensabile la ricostruzione, seppure ridimensionata, dell’asse con Parigi per ridisegnare una prospettiva europea, ancora più dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue sancita dal referendum del 23 giugno. 
Se invece vincerà la Spd di Schulz, un certo addolcimento delle rigidità tedesche in fatto di bilanci pubblici sarebbe probabile. Ma non è il caso di trattenere il respiro. In passato, dai pulpiti di Bruxelles, Schulz aveva per esempio sostenuto la necessità degli Eurobond. 
Ora, in campagna elettorale e con la speranza di diventare cancelliere ha segnalato di non sostenerli più, anche perché attaccato su questo non solo da Cdu e Csu ma anche dalla Confindustria (Bdi), dai giovani industriali, dagli imprenditori di famiglia, da molti centri di studio economici, insomma dal fronte ortodosso che domina e continuerà a dominare il dibattito in Germania. 
Più aperto sarebbe probabilmente un governo Schulz sull’idea in discussione in Europa di creare titoli europei garantiti da obbligazioni dei governi (Sbs), non dei veri Eurobond perché non mettono in comune i debiti pubblici europei ma uno strumento che potrebbe far fare passi avanti all’integrazione finanziaria dell’area euro. Schäuble pare essere invece scettico sulla loro utilità. 
Anche senza il Gran Ministro, l’Europa sarebbe un’altra. Ma la Germania somiglierebbe alla Germania.