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 2017  aprile 09 Domenica calendario

L’esercito delle ragazzine forzate all’altare

Quello delle spose bambine è un dramma mondiale con numeri che suscitano indignazione e sconcerto. Eccoli: ogni 7 secondi una ragazza di meno di 15 anni di età viene «offerta» in sposa a uomini spesso molto più grandi di lei. L’allarme, ribadito anche ieri da Save The Children durante il G7 delle donne a Roma, è quanto mai attuale anche nel nostro Paese. E nonostante l’assenza di dati statistici consolidati, la fotografia è comunque impietosa. «Sono stimati 2 mila casi all’anno – osserva Tiziana Dal Pra, presidente dell’associazione Trama di Terre, un’associazione no profit con sede in Emilia Romagna, a Imola, ma che si occupa del problema a livello nazionale -, ma siamo di fronte a un fenomeno sommerso in cui molte volte le ragazzine non riescono a chiedere aiuto alle agenzie di servizio sul territorio».
Trama di Terre riceve una trentina di segnalazioni all’anno. «In media due o tre al mese. Si tratta di ragazzine di seconda generazione, nate in Italia ma originarie di Paesi come Pakistan, India, Bangladesh, Egitto. Sin dai primi anni di vita vengono “promesse in sposa” e appena diventano adolescenti sono costrette dai genitori a tornare in patria per andare all’altare con i loro connazionali». Il matrimonio forzato si celebra nei Paesi d’origine, perché nel nostro ordinamento i matrimoni con minori sono vietati. Ed è possibile sposarsi a 16 anni solo per gravi motivi giustificati dal Tribunale.
Non sempre le spose bambine hanno il coraggio di ribellarsi, anche perché molte volte vengono portate via con l’inganno. Ma qualcuna, grazie alla scuola, a un’amica, a un appoggio, alla fine trova la forza di chiedere aiuto. «Spesso si rivolgono alle bidelle prima ancora che alle insegnanti – prosegue Tiziana Dal Pra -. Noi veniamo allertati, come accade anche per gli altri centri anti violenza, dalle forze dell’ordine, dalle procure e cerchiamo di sistemare le ragazzine in case rifugio». Un ruolo prezioso in tal senso è svolto anche da Telefono azzurro: il numero di soccorso immediato “114” è in funzione 24 ore al giorno, tutto l’anno, festività comprese con l’impegno di psicologi particolarmente sensibili al tema.
Una svolta positiva è, infine, attesa dalla discussione in Parlamento per il rinnovo del Piano antiviolenza nazionale. L’obiettivo è quello di fare propria la direttiva della convenzione d’Istanbul e introdurre nel Piano i “reati dell’onore”, come sono appunto i matrimoni forzati, e quelli relativi alle mutilazioni genitali.