La Stampa, 9 aprile 2017
Mezzo miliardo per investire nell’agricoltura
In cassaforte ci sono 485 milioni. È questa la dotazione del primo fondo multiregionale di garanzia che a livello europeo mette insieme otto regioni italiane, tra cui il Piemonte, enti nazionali come Ismea e la Cassa depositi e prestiti, e il fondo europeo per gli investimenti e la Banca europea degli investimenti. Il portafoglio nasce per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese che operano nel settore della produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti agricoli all’interno dei programmi di sviluppo rurale. Il patto è stato firmato ieri pomeriggio a Verona alla vigilia dell’apertura di Vinitaly e alla presenza del commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan. Secondo il governo italiano si tratta di un occasione per riscrivere la politica agricola comune nata 60 anni fa con i trattati di Roma e dimostrare «l’Europa è chiave di sviluppo per i nostri territori e le nostre imprese», ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.
Il fondo viene realizzato con 165 milioni messi a disposizione dal Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) e con altri 150 milioni stanziati sia da Cassa Depositi e Prestiti e sia dalla Bei a cui si aggiungono altri 20 milioni di Ismea per contribuire alla copertura della tranche mezzanina. La piattaforma nasce con l’obiettivo di offrire al mercato italiano uno strumento di garanzia pubblica sul credito all’agricoltura, per far fronte alla debolezza del mercato che si registra nell’offerta di finanziamenti da parte delle banche. Secondo il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, «è possibile garantire, prestito per prestito, un portafoglio di finanziamenti per un importo molto maggiore rispetto alle risorse singolarmente destinate dalle Regioni ai diversi progetti. In questo modo le risorse per l’agricoltura, si moltiplicano».
Come si fa a moltiplicare questi fondi? Giorgio Ferrero, assessore all’agricoltura della regione Piemonte, spiega: «Si tratta di risorse che si aggiungono a quelle in conto capitale che sono già disponibili nei bandi del Psr che le regioni stanno assegnando». Il Piemonte, ad esempio, ci metterà 5 milioni. La Toscana dieci. Dal suo punto di vista di Ferrero si tratta di «una mole di finanziamenti che rappresentano un sostegno concreto ed efficace al sistema agricolo e agroalimentare».
Il fondo di garanzia dovrebbe permettere di esercitare un effetto «leva» sugli investimenti privati e «favorire la partnership tra banca e impresa» per finanziare l’agricoltura utilizzando come base di partenza i 5,6 miliardi che Stato e regioni hanno iniziato ad investire nel 2015 con una pianificazione che finirà nel 2020. Secondo le stime del governo i privati dovrebbero mettere in campo altri 8,6 miliardi.