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 2017  aprile 09 Domenica calendario

Politiche sociali da migliorare

L’ Italia potrebbe salvare ogni anno 1.506 vite che invece vengono perse in incidenti stradali. Potrebbe anche riuscire a tenere nella scuola secondaria un milione e 166 mila studenti in più. Governare non è solo politica, cioè lotta per il potere. Dovrebbe essere anche, oggi soprattutto, politiche, cioè lo studio e la realizzazione di decisioni che migliorano la vita dei cittadini. La raccolta di dati in diversi Paesi e la loro messa a confronto può essere un buon metodo per individuare cosa si può fare e come. Il Boston Consulting Group (società di consulenza globale) ha sviluppato un metodo per misurare i risultati delle politiche pubbliche e il potenziale di miglioramento: Public Impact Gap. Il metodo è in linea di principio semplice. Su un singolo soggetto, a esempio la sicurezza stradale o la partecipazione all’istruzione, misura come vanno le cose in un Paese, cioè la performance delle politiche di un governo, e poi le confronta con un benchmark calcolato su quella che è la performance di altri Paesi confrontabili, quelli aderenti all’Ocse, per dire. La differenza è il margine di miglioramento possibile. Il Boston Consulting Group stabilisce il benchmark all’inizio del terzo quartile delle performance dei diversi Paesi. Significa che chi è sopra (il 25 %) va molto bene, chi è sotto (il 75 %) ha un gap da colmare, più o meno grande a seconda della posizione che occupa nella classifica generale.
Sulla sicurezza stradale, il benchmark dei Paesi dell’Ocse è ad esempio di 4 morti all’anno ogni centomila abitanti. L’Italia è a 7, quindi ha un gap di 3. Se lo recuperasse, ogni anno ci sarebbero 1.506 morti in meno sulle strade. Si tratta di studiare le politiche di Paesi come Svezia, Regno Unito, Svizzera che sono nel quarto superiore della classifica. Sulle strade, si muore più che in Italia solo in Belgio, Lussemburgo, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Nel caso dell’istruzione, il benchmark è stabilito al 10 % dei 25-34 enni che non hanno un diploma di scuola secondaria superiore. Anche qui l’Italia va male: in quella condizione è il 26 % della popolazione compresa tra i 25 e i 34 anni. La differenza è del 16 % e può essere recuperata: si tratta di un milione e 166 mila persone da trattenere a scuola. Con un gap superiore, solo Portogallo, Spagna, Turchia e Messico. Affiancare le politiche alla politica non viene facile, in Italia.