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 2017  aprile 09 Domenica calendario

Dispetti, insulti poi distensioni: Jared e Steve separati in casa

Per Jared Kushner, Steve Bannon col suo nazionalismo e l’ideologia di una destra anti-sistema, ha messo in cattiva luce Donald Trump nelle sue prime dieci settimane alla Casa Bianca, spingendolo a commettere errori a ripetizione sull’immigrazione, la controriforma sanitaria e l’ambiente. Invitato a ricucire il rapporto col genero del presidente, l’ideologo della «alt-right» è esploso: «Impossibile trovare una via di mezzo, Jared è un democratico».
Rottura totale, scisma alla Casa Bianca: da un lato Kushner, la moglie Ivanka, il consigliere economico Gary Cohn e la vice del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (Nsc) Dina Powell, i moderati bollati con disprezzo da Bannon come «globalisti». Dall’altro lui, Stephen Miller, Peter Navarro e Julia Hahn. Bannon, in conflitto anche col generale McMaster, stratega della politica estera, ha cercato l’aiuto del capo di gabinetto Reince Priebus che è, però, anche lui sotto il tiro dei critici che lo accusano di scarsa efficacia nei rapporti col Congresso.
La fallita riappacificazione e l’esclusione di Bannon dal Nsc sembravano l’inizio di un rimescolamento di carte alla Casa Bianca: fuori l’ideologo venuto da Breitbart e rafforzamento di Kushner che, da membro della famiglia, non può essere licenziato da Trump né può essere sospettato di tramargli alle spalle. Il presidente, che pure aveva tollerato e forse anche alimentato il conflitto, essendo abituato a mettere in competizione i suoi collaboratori, ha giudicato lo scontro insostenibile. Ma, di buon umore al termine di quella che considera, a ragione, la migliore settimana della sua presidenza ( strike in Siria, vertice con Xi Jinping, conferma di Gorsuch alla Corte Suprema), ha chiesto di nuovo ai suoi consiglieri di seppellire l’ascia di guerra: la pace tra Kushner e Bannon è stata siglata venerdì notte in un incontro di 45 minuti, mediatore Priebus. Durerà? Difficile, vista la profondità dei contrasti e la rigidità ideologica di Bannon. E, se tornerà la guerra, a pagare il conto sarà anche Priebus, accusato di aver fallito di nuovo.