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 2017  aprile 10 Lunedì calendario

«Non chiamatele auto». Così nascono le minicar

LIONE Leggera, agile, economica, alla portata di molti (o quasi). Sulla bocca di tutti per essere poco sicure. In una parola minicar. Siamo andati in Francia a visitare i colossi europei Ligier e Aixam che dagli anni 80 le producono. «Facciamo test di sicurezza anche se per la normativa non siamo obbligati – afferma subito Francois Ligier, ceo dell’omonima azienda leader in Europa e in Italia – ma i quadricicli hanno una limitazione omologativa in peso, velocità massima e potenza: l’errore è rapportarli alle auto».Queste “macchinine” nacquero nel dopo guerra, quando c’era scarsità di materie prime e il costo del carburante era alto. Oggi riempiono i centri città: sono leggere, con massimo 45 km/h di velocità, 425 kg di peso, così da poterle guidare già a 14 anni e, spesso, riapprezzare dopo una certa età quando tante necessità di carico e spostamento non sono più impellenti.Dal 2011 l’introduzione di vincoli normativi (visita medica, esame teorico-pratico) è diventato un grosso disincentivo per quei guidatori “senior”, target principale per motivi di costo e accessibilità. Che tra l’altro sono ancora i conducenti più esposti all’incidentalità a prescindere dal veicolo che usano (auto, ciclomotore, quadriciclo).Secondo i dati riportati dall’Ancma (Associazione Nazionale, Ciclo, Motociclo, Accessori), ad esempio, nel 2015 delle otto vittime di incidenti quattro erano sopra i 60 anni, zero i minorenni. Il tutto con un parco circolante di 76.978 minicar: nello stesso anno, su 2.421.947 di scooter in giro, sono state 105 le persone a perdere la vita: qui 14 quelle con meno di 18 anni. Il paragone automobilina/scooter è comunque uno dei motivi per cui chi può (i prezzi partono da 9.000 euro circa) compra una quattro ruote per il proprio figlio fresco di patente. E siamo ormai ad un fenomeno sociale in alcune città. Prima tra tutte Roma con il 15% delle vendite nel paese: le microcar diventano simbolo di libertà e passione, al pari delle automobili per gli adulti.Il vero grande problema è la successiva modifica del motore: 45 km/h non bastano poi per chi entra nel mondo dei grandi. «Non diamo nessun tipo di garanzia in questo caso – afferma Philippe Colançon, presidente Aixam – e per evitarlo, abbiamo oggi motorizzazioni sempre più difficili da manomettere». Conducenti poco furbi, secondo Mr. Ligier: «Sotto il cofano abbiamo motori di eccellenze italiane, dalle dimensioni ai consumi. Ma modificandoli si rovina tutto».Entrambi i magnati hanno aperto le porte degli stabilimenti per mostrare macchinari automatizzati degni delle grandi industrie, le fasi del processo produttivo, i controlli qualità.Le possibilità perché il mercato si espanda per loro è sostanziale: già nel 2013 in Italia (3.840 immatricolazioni allora), uno studio aveva previsto per il 2030 un aumento della quota di mercato del +140%, il 33% del quale a zero emissioni. L’evoluzione ad oggi vede un +64%, con un progresso dell’elettrico dall’1% al 25% (2006-2017), grazie anche ai player del car sharing che di fatto hanno inglobato un nuovo inaspettato pubblico, quello dei professionisti urbani. Presto i quadricicli in condivisione diventeranno una vera risorsa: Sharen’go, il servizio offerto a Roma, Milano, Firenze, ad esempio, dal primo maggio li userà come strumento di rilevazione dell’inquinamento, constatando la temperatura, l’umidità dell’aria e l’intensità dei campi magnetici. Piccole “stazioni” mobili e connesse, in grado di mappare la città e trasmettere dati fino a 0,25 terabyte all’ora, alla luce dei 35.000 km al giorno percorsi. Per quanto riguarda i modelli da acquistare in concessionaria, la prossimo elettrica ad arrivare sarà invece la E-city, firmata Aixam. Batterie al litio da 6 kw, autonomia di 80 km, tempo di ricarica di 3 ore e mezza, esteticamente grintosa, come un’auto vera. Una volta al volante la sensazione è quella di guidare un veicolo sofisticato: per la E-city è stato progettato l’Abs, l’impianto audio Pioneer, una retrocamera da parcheggio. Ovviamente silenzio assoluto in marcia.Addio all’obsoleta visione di “macchinette” 50 insicure, pronte per essere truccate e finire nelle mani di piloti inesperti? Forse sì, qualcosa ora si muove davvero.