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 2017  aprile 09 Domenica calendario

Allerta attentati in Italia, intensificato il controllo sui mediorientali

La circolare, destinata a tutte le forze di polizia, è partita questa mattina: «non è da escludersi – si legge nel documento – una recrudescenza delle attività terroristiche». Il riferimento ai fatti di Stoccolma è esplicito, per questo si prevede un’ulteriore intensificazione dei controlli nei confronti «dei cittadini di etnia mediorientale» in prossimità di «obiettivi sensibili». Allerta a Fiumicino, dove, alla vigilia di Pasqua, è previsto un incremento del traffico aereo, «con una particolare attenzione a tutti i passeggeri che viaggiano sui voli a rischio». Sotto osservazione i Terminal 1, 2 e 3. Ma la strategia del Viminale, per «contenere» le conseguenze di un «probabile» attacco terroristico, pericolo «liquido e imprevedibile», come lo definisce il ministro Marco Minniti, viaggia su un doppio binario: da un lato il controllo del territorio, con gli interventi tempestivi degli agenti, come quello a Milano nei confronti di Amri (dopo la strage di Berlino) e le espulsioni rapide degli irregolari, dall’altro un piano di lungo corso, che comporta la comunicazione continua tra i diversi apparati dello Stato e delle forze di polizia, inclusa quella penitenziaria, per impedire fenomeni di radicalizzazione, generati spesso dalla marginalità degli immigrati. 
LA CIRCOLARE «In relazione all’attentato terroristico avvenuto in data 7 aprile nel centro di Stoccolma – si legge nel documento – si dispone con effetto immediato, anche in considerazione della complessa situazione internazionale e del prevedibile notevole incremento del traffico aereo, che si registrerà nei prossimi giorni, il massimo impulso alle attività di controllo, prevenzione e vigilanza su tutti gli obiettivi ritenuti sensibili, al fine di prevedere il possibile compimento di azioni criminose». 
LE ETNIE NEL MIRINO La circolare prevede che «sia posta in essere un’attenta attività di controllo», su un maggior numero di veicoli e persone, incrementando le interrogazioni allo Sdi (banca dati della polizia). «Particolare attenzione – si legge nel documento – dovrà essere rivolta nei confronti di cittadini di etnia mediorientale, atteso che non è da escludersi una recrudescenza delle attività terroristiche da parte di gruppi di matrice islamica, procedendo al controllo fisico sulla persona e sui relativi bagagli al seguito». Controlli serratissimi negli aeroporti: a Fiumicino sono state disposte «assidue verifiche presso i terminal 1, 2 e 3 e l’attento monitoraggio degli addetti alla sicurezza». Qualunque situazione «anomala dovrà essere immediatamente segnalata». Si gioca sui tempi.
CONTROLLI E PREVENZIONE Da un lato le misure straordinarie, che prevedono anche l’impiego di strumenti per ostacolare i piani del terrore, come le barriere jersey e a dissuasori nelle aree più a rischio, dall’altro il fitto controllo del territorio, con azioni tempestive delle forze dell’ordine e l’espulsione immediata dei migranti irregolari. Sono questi gli strumenti che potrebbero contenere i danni di quello che il ministro Marco Minniti definisce un «terrorismo liquido» e «imprevedibile», dove i singoli costituiscono la minaccia più grande. Ma il Viminale ha anche un piano a lungo termine, che prevede comunicazione tra l’intelligence e le polizie, soprattutto quella penitenziaria, per evitare fenomeni di radicalizzazione, frequenti nelle carceri. E, punta a combattere la marginalizzazione degli immigranti, per impedire che l’Italia, nell’arco di pochi anni, si ritrovi con situazioni estreme come la Francia e l’Inghilterra. Un lavoro che punti all’integrazione e offra opportunità a chi, altrimenti, rischia di diventare facile preda del radicalismo.