La Gazzetta dello Sport, 8 aprile 2017
Giovinazzi studia da erede di Kimi
Mettetevi nei panni di Antonio Giovinazzi e pensate all’idea di dover affrontare un’altra gara al buio (o quasi) dopo l’impresa riuscita due settimane fa al debutto in F.1 a Melbourne. Le «sliding doors» del destino si stanno aprendo in successione per il talento pugliese della Ferrari, ma dietro c’è sempre un imprevisto o un ostacolo da superare. In Australia era salito sulla Sauber solo sabato mattina, poco prima delle qualifiche, per l’indisponibilità dell’infortunato Pascal Wehrlein. Mentre in Cina, con più tempo per preparare il GP, ci si è messa la nebbia a rovinare i programmi, portando alla cancellazione delle prove libere in cui Giovinazzi contava di trovare le migliori sensazioni sulla macchina.
PAPABILE Il terzo pilota del Cavallino domani dovrà inventarsi un altro mezzo miracolo per cogliere la sua grande occasione. Ma non sarà l’ultima. La squadra svizzera ha infatti lasciato intendere che Wehrlein possa saltare anche la gara di domenica prossima in Bahrain, perché a corto di condizione fisica. E a quel punto sarebbe sempre Giovinazzi a sostituirlo, in ragione dell’accordo per la fornitura dei motori che lega il team di Monisha Kaltenborn a Maranello. Uno scenario ideale, visto che il ragazzo di Martina Franca in tre gran premi avrebbe la possibilità di mettersi in luce e fare esperienza, diventando papabile anche per un posto da titolare sulla rossa nel 2018 accanto a un big. «Il debutto di Giovinazzi è stato impressionante – ha detto Helmut Marko della Red Bull —. Finalmente avete un italiano da mettere sulla vostra macchina…».
IN SCADENZA L’impressione è che sia tutto parte di un piano. Troppe le coincidenze. Da un lato c’è la volontà del presidente Sergio Marchionne di portare un giovane italiano in F.1, possibilmente sulla Ferrari. Dall’altro, il fatto che Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen siano entrambi in scadenza di contratto. E se la permanenza del tedesco dipende dal successo di un Mondiale cominciato sotto il segno del trionfo a Melbourne, il futuro di Kimi è piuttosto incerto. Difficile che il finlandese, 37 anni, rinnovi per un’altra stagione (sarebbe la terza di fila), rimandando ancora i propositi di ritiro che aveva espresso già nel 2015. A Maranello tira aria di cambiamento.
ALTRI NOMIGiovinazzi, correndo anche in Bahrain, perderà lo status di «rookie» e dovrà saltare i test che si terranno dopo il GP. Ma importa poco. Un segnale è che al suo posto, sulla Ferrari, è già stata decisa la presenza dell’altro italiano Antonio Fuoco, per il quale Marchionne ha speso belle parole. Il calabrese, 20 anni, prodotto del vivaio Academy diretto da Massimo Rivola, aveva già guidato la rossa di F.1 nei test del 2015 in Austria e l’anno scorso al Montmelò. Fra l’altro, assieme allo specialista Davide Rigon, è stato colui che ha fatto più chilometri al simulatore per sviluppare la nuova SF70H. Quest’anno Fuoco correrà in F.2 con le vetture rosse della Prema, ereditando il volante proprio da Giovinazzi, e se dovesse fare i risultati sperati chissà che non si ripeta la storia. Ma la Ferrari ha pure un altro grande talento nella sua «cantera». È Charles Leclerc, 19 anni, pupillo di Nicolas Todt, uno che nei kart dava filo da torcere perfino a Max Verstappen. Il monegasco, campione della GP3, quest’anno farà coppia con Fuoco in F.2 e (salvo un’inversione) guiderà a sua volta la Ferrari nei test dopo il GP d’Ungheria.
SBOCCHI Con tanto materiale umano, si capisce come sia ancora più importante per il Cavallino avere in futuro dei team clienti che possano garantire un appoggio ai giovani per il primo anno di esperienza in F.1. Con la Sauber, destinata a cambiare fornitore, è stata una coincidenza. Mentre può diventare uno sbocco con la Haas, che nel 2016 ha già fatto girare Leclerc al venerdì. Le sinergie sono la chiave per lanciare i baby.