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 2017  aprile 08 Sabato calendario

Deutsche, in porto la ricapitalizzazione

Nonostante tutto, gli arabi del Qatar, gli americani di BlackRock e i cinesi di Hna hanno confermato la propria fiducia in Deutsche Bank, che ieri ha chiuso con successo il suo aumento di capitale da 8 miliardi: la fase di offerta si è chiusa con una adesione del 98,9%, con le poche azioni rimaste invendute che saranno ora rimesse sul mercato.
La banca si è presentata agli azionisti per la terza volta negli ultimi anni e alla fine di questo aumento avrà raccolto complessivamente dal mercato 30 miliardi di euro, poco meno della sua attuale capitalizzazione di Borsa, vicina ai 32 miliardi. Dopo una perdita netta di 1,4 miliardi di euro nel 2016, che si aggiunge ai 6,8 miliardi del 2015, la ricapitalizzazione si è resa necessaria per puntellare un capitale sceso vicino ai livelli minimi imposti dalla Vigilanza: il Cet1 era infatti all’11,8%, contro il 9,5% richiesto dalla Bce, ora con l’aumento salirà al 14,1%, posizionando il gruppo guidato da John Cryan nella top six delle banche sistemiche. Una risposta evidente, secondo il vertice, a chi punta il dito contro la solidità patrimoniale del gruppo, che ora tra le prime banche mondiale è soltanto dietro a Nordea (Cet1 al 18,4%), Morgan Stanley (15,9%), Crédit Agricole (14,5%), Bpce (14,3%) e Ing (14,2%).
L’aumento ha interessato la vendita di 687,5 milioni di azioni per 11,65 euro ciascuna, con circa l’80% dei soci che ha acquistano nuove azioni, mentre il resto ha venduto i propri diritti, secondo quanto hanno rivelato fonti a Reuters. L’operazione, sottoscritta da un consorzio di 30 banche, ha visto due dei principali azionisti, due fondi del Qatar che controllano complessivamente il 10% circa, e la cinese Hna, che possiede il 3%, confermare la loro adesione, secondo informazioni di mercato. Un altro grande azionista, il colosso dei fondi d’investimento BlackRock, sarebbe a sua volta orientato a partecipare.
Ora, il prossimo passo per il riassetto del gruppo dovrebbe essere la quotazione di un pacchetto di minoranza del proprio asset management, operazione ormai non più necessaria dal punto di vista del capitale ma utile a migliorare ulteriormente la valutazione della capogruppo: in agenda, secondo rumors di mercato, ci sarebbe il 10-20% del capitale, anche se sarà determinante la percezione del mercato. Le valutazioni definitive saranno effettuate nei prossimi giorni.
In Italia, intanto, ieri Deutsche Bank e Amundi, leader europeo nel risparmio gestito, hanno siglato un accordo di partnership tramite il quale la rete di consulenti finanziari di Finanza & Futuro, le filiali e il Private Banking di Deutsche Bank distribuiranno presso la clientela 70 comparti della Sicav Amundi Funds e 2 comparti della Sicav First Eagle Amundi.