7 aprile 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - L’ATTACCO AMERICANO IN SIRIALA STAMPAGli Stati Uniti hanno condotto questa notte un attacco con missili Tomahawk contro una base militare siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì
APPUNTI PER GAZZETTA - L’ATTACCO AMERICANO IN SIRIA
LA STAMPA
Gli Stati Uniti hanno condotto questa notte un attacco con missili Tomahawk contro una base militare siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì. Navi nel Mediterraneo hanno lanciato alle 4 e 40 ora siriana 59 missili che hanno colpito installazioni militari, dell’aviazione e depositi di carburanti. Il presidente americano Donald Trump ha chiesto a tutte le nazioni «civilizzate» di aiutarlo a mettere fine alla «guerra in Siria». Il regime di Damasco denuncia «l’aggressione» e comunica che ci sono state 15 vittime tra cui 4 bambini. Un consigliere di Assad, Buthayna Shaaban, spiega che «la Siria e i suoi alleati continueranno il coordinamento e risponderanno in maniera appropriata».
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Washington: “Pronti a fare di più”
Il bombardamento Usa in Siria è stato un «passo molto misurato» ha spiegato l’ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Nikky Haley intervenuta nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «Siamo pronti a fare di più, ma speriamo che non sia necessario», ha aggiunto.
La base colpita
La base colpita è quella di Al-Shayrat, nella provincia di Homs. Secondo la Cnn militari russi dovevano sapere che caccia siriani stavano usando armi chimiche, visto che loro personale era presente nella base. La base sarebbe stata «quasi completamente distrutta» da quanto emerge da una ricognizione successiva al raid e almeno quattro soldati siriani sarebbero rimasti uccisi, compreso un generale.
Perché è strategica Al-Shayrat
Al-Shayrat è a circa 20 km a Sud-Est di Homs, lungo la strada che porta a Palmira e Deir Ez-Zour. Si trova all’incrocio delle grandi vie di comunicazione fra Damasco e Aleppo e fra la costa siriana e il deserto. La base è stata ampliata da partire dalla fine del 2015 per far posto a cacciabombardieri e elicotteri d’assalto russi, impegnati sia sul fronte di Aleppo contro i ribelli che su quello di Palmira.
Le reazioni
Israele ha approvato l’azione americana, sotto “la giusta leadership di Donald Trump”. Il presidente Reuven Rivlin ha definito “appropriata” l’azione in una dichiarazione questa mattina. Media riportano che il governo israeliano starebbe valutando “un’azione umanitaria” nel Sud della Siria ma non ci sono conferme in questo senso. Per Netanyahu “con parole e fatti, il presidente Trump ha mandato oggi un messaggio forte e chiaro che l’uso e la diffusione di armi chimiche non sarà tollerato”. Francia e Gran Bretagna sono stati avvertire del raid e hanno dato la loro approvazione.
La rabbia di Putin
La Russia ha denunciato “l’aggressione” e ha fatto sapere che prima di tutto chiederà una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha denunciato l’attacco “a uno Stato sovrano e costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale, per giunta pianificato. “Questo può essere considerato come un atto di aggressione da parte degli Stati Uniti contro uno Stato dell’Onu”, ha detto ai media russi Viktor Ozerov, presidente del comitato di Difesa e sicurezza del Consiglio federale russo.
L’Iran contrario, la Turchia approva
L’Iran, principale alleato della Siria assieme alla Russia, ha condannato i raid «unilaterali» e detto che «rafforzano i terroristi», compreso l’Isis, e complicano il conflitto in Siria e a livello regionale. La Turchia ha invece approvato. Ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si era detto «pronto ad aiutare» un’azione militare americana in Siria. La Turchia ha truppe nel Nord del Paese e potrebbe facilmente occupare la provincia di Idlib, ora in mano ai ribelli, dove è avvenuto l’attacco chimico di Khan Sheikhoun.
Le precisazioni di Tillerson
Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha precisato che Mosca «era stata avvertita» prima dell’attacco per «evitare vittime» e che i russi «sono venuti meno alle loro responsabilità» in quanto non hanno impedito l’attacco chimico su Khan Sheikhoun martedì mattina. Damasco ha però detto che «quattro soldati» sono rimasti uccisi nei raid di questa notte.
Il governo siriano e l’opposizione
L’agenzia Novosti ha confermato che la base «era stata evacuata prima dell’attacco». Damasco ha però detto che «sei soldati» sono rimasti uccisi nei raid di questa notte. Secondo l’agenzia Sana (controllata dal governo) tra le vittime ci sarebbero anche nove civili, tra cui quattro bambini. Il bilancio totale sarebbe di 15 morti. La Coalizione nazionale siriana, principale gruppo di opposizione, basato in Turchia ha approvato il raid e detto di sperare che gli attacchi Usa continueranno per «fermare i bombardamenti del regime»: «Speriamo – ha detto il leader della Coalizione Ahmad Ramadan –che i raid continuino per impedire al regime di usare i suoi aerei».
Al-Qaeda vieta di festeggiare
Oltre alle forze di opposizione anche i gruppi ribelli combattenti hanno dato il benvenuto ai raid americani. Non sono arrivate reazioni dai gruppi jihadisti. Uno degli ideologi più influenti di Al-Qaeda, Al-Maqsisi, ha ammonito i seguaci a “non festeggiare” perché il raid contro Assad è una “goccia nel mare” rispetto a quelli contro la terre islamiche. Il territorio di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, è controllato da Hayat al-Tahrir al-Sham, legata ad Al-Qaeda. Nessun commento per ora dall’Isis che ha pubblicato sul Web sull’ultimo numero del mensile Rumiyah con la celebrazione dell’attacco a Londra.REPUBBLICA.IT
NEW YORK - Con 59 missili Tomahawk lanciati da due portaerei al largo del Mediterraneo Donald Trump dà una svolta alla sua presidenza e a sei anni di guerra in Siria. La reazione americana per la strage di Khan Sheikhoun in cui martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini, è arrivata poco dopo le 20,40 ora di New York, quando nel Mediterraneo era notte (le 2,40 in Italia).
Gli americani hanno preso di mira la base di Al Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche. Prima di colpire, riferiscono fonti del Pentagono ai media Usa, i russi sono stati avvertiti, così come confermato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l’area in cui si trovano", spiega da Washington il portavoce Jeff Davis.
La Russia. L’attacco porterà "danni considerevoli" alle relazioni tra Russia e Stati Uniti, si legge nella nota del Cremlino. L’attacco "viola la legge internazionale. Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano", ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo i media russi. Mosca ha chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu "per discutere la situazione". La riunione è iniziata, come previsto, alle 17,30.
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L’annuncio di Trump. Poco dopo che la notizia del bombardamento, da Mar-a -Lago, residenza in Florida dove si trova per il vertice con l’omologo cinese Xi Jin Ping, Trump spiega la decisione: "Martedì il dittatore della Siria, Bashar al-Assad, ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti, uccidendo uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini piccoli e bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore". Poi annuncia: "Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l’attacco chimico". La Siria, ha aggiunto, "ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu" perché "non si possono discutere le responsabilità della Siria nell’uso delle armi chimiche". Per rivolgersi infine "a tutte le nazioni civilizzate" per chiedere di interrompere il bagno di sangue in corso: "Il mondo - ha detto Trump - si unisca agli Usa per mettere fine al flagello del terrorismo".
Usa attaccano Siria, Trump: Assad ha ignorato l’Onu, il mondo si unisca a noi"
GLI ESERCITI IN CAMPO (DALLA STAMPA)
Esercito di Assad
Il leader siriano Bashar al-Assad può contare su un esercito di circa 50 mila uomini a cui vanno aggiunti almeno un migliaio di uomini dei corpi speciali russi. Oltretutto la Russia nelle basi in Siria dispone di 50 cacciabombardieri, una ventina di elicotteri d’assalto e altri 4000 soldati a protezioni delle basi.