ItaliaOggi, 7 aprile 2017
Diritto & Rovescio
Il trasporto pubblico milanese è un fiore all’occhiello del capoluogo lombardo che non ha assolutamente equivalenti in Italia. Milano deve la sua efficientissima rete metropolitana alla lungimiranza di molti amministratori locali che, per decenni, hanno saputo vedere lontano pur dovendo combattere, oltre che con la scarsità delle risorse, anche con un’opposizione di sinistra che vedeva assurdamente, nella Metropolitana, uno strumento di trasporto per i ricchi mentre preferiva il tram (nella logica, oggi ridicola, del «piccolo è bello»). Ma un bel contributo a questo gioiello industriale è stato dato anche dall’ultimo presidente e d.g. Bruno Rota. Con lui infatti l’Atm è passata da un risultato netto di 5,1 milioni (2011) a 35 mln (2016). Ha fatto 600 mln di investimenti senza aumentare l’indebitamento e comprando, con essi, 60 treni per la Metro, 330 bus. Aspirava a rimanere direttore generale. Nell’Italia della meritocrazia (si fa per dire) non glielo hanno concesso. Avanti così!