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 2017  aprile 05 Mercoledì calendario

Piazza Affari, la quota araba a 2,5 miliardi

È pari a 2 miliardi e 500 milioni di euro il controvalore delle partecipazioni azionarie nella Borsa di Milano che fanno capo a investitori arabi. Il dato emerge da un’elaborazione che Il Sole 24 Ore ha fatto su banca dati S&P Market Intelligence. Il primo investitore è Aabar Investments. Il fondo di Abu Dhabi è entrato a giugno 2010 nel capitale di Unicredit con una quota del 5 per centoche ha mantenuto nel tempo subendo una pesante svalutazione considerando che, dal 2010 il titolo Unicredit ha perso il 92% del suo valore. Il fondo Aabar ha aderito ai due aumenti di capitale decisi dalla banca nel 2012 (7,5 miliardi di euro) e nel 2017 (13 miliardi). Oggi è il maggior azionista singolo della banca con 112 milioni di titoli il cui controvalore è superiore al miliardo e mezzo di euro.
Nell’azionariato di Unicredit c’è anche la banca centrale libica con una quota che, prima dell’aumento di capitale, era superiore al 2,6 per cento. Non è chiaro tuttavia se questo soggetto abbia aderito all’aumento di capitale. Sebbene i fondi all’estero della Libia non siano più congelati la situazione di caos che regna nel Paese dalla morte di Gheddafi nel 2011 ha bloccato l’attivismo dei soggetti libici che hanno partecipazioni nel listino milanese. È assai probabile che la Libia non abbia aderito all’operazione di rafforzamento patrimoniale della banca ed il loro pacchetto azionario dopo l’aumento dovrebbe essere sceso allo 0,7% secondo la banca dati S&P Market Intelligence. Prima della morte di Gheddafi i libici erano arrivati a detenere il 5% per un controvalore che, nei momenti migliori, è arrivato a quasi 2 miliardi di euro. Oggi l’investimento in Unicredit vale 236 milioni di euro. Si è rivalutato invece l’investimento in Leonardo-Finmeccanica. Da marzo 2011 quando la Libian Investment Authority è entrata nel capitale della società con una quota del 2% il pacchetto, che allora valeva poco più di 100 milioni, è salito a 154. Anche sui destini di questa partecipazione nebbia fitta per via del caos che regna nel Paese. Altri investimenti importanti sono quello della Kuwait Investment Authority nelle Poste Italiane (un 2% che vale 168,5 milioni di euro), dell’Arab Development Establishment (Abu Dhabi) in Maire Technimont (un 10% che vale 107 milioni di euro). Tra le partecipazioni rilevanti si segnala il 40% di Coima Res (la società immobiliare che ha sviluppato il progetto di Porta Nuova a Milano) in mano al Qatar e le società quotate che fanno capo al magnate egiziano Naguib Sawiris: Italiaonline e Dada.
.@franceschi_and