il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2017
Loro, Servillo è Berlusconi. Sorrentino lo fa davvero
‘OCulo. Parte con i migliori auspici il nuovo film di Paolo Sorrentino. Nella smorfia napoletana, il 16 è ‘o Culo, la fortuna, e tanti sono i centimetri che separano i 181 d’altezza di Toni Servillo dai 165 di Silvio Berlusconi. Aspettando lo schermo, la prova è già su carta motivo di riso: che escogiterà Toni, si ingobbirà, incasserà la testa (come nel Divo, ma Andreotti gli doveva un solo centimetro) oppure farà lo gnorri, preferendo alla mimesi naturalista il calco espressionista o la parodia ultrapop? Al posto di tacchi spavaldi e rialzi nascosti, comunque, le sue lunghe leve, umorismo in carne e ossa tendenza Jacques Tati. Paolo Sorrentino o chi per lui annunciò il progetto su Mr. B e il suo cerchio magico e tragico lo scorso settembre alla Mostra di Venezia, poi lo dichiarò abbandonato, salvo farlo proseguire sottotraccia: Loro, come inizialmente prospettato, sarà sul set in estate.
Tra cronaca e immaginario, palazzi Grazioli e di Giustizia, Sorrentino vi ritroverà il corregionale Servillo, con cui finora ha fatto quattro dei suoi sette lungometraggi, nonché la lingua italiana, ultimo impiego nel 2013 per La grande bellezza, e la politica nazionale che gli mancava da nove anni, dal Divo. Centimetri a parte, all’attore casertano toccherà calafatare la chioma, sentirsi chiamare Papi, cantare accompagnato da Apicella, forse vendere il Milan ai cinesi, di certo ricalibrare l’adagio andreottiano: “So di essere di media statura ma non vedo giganti attorno a me”. In attesa di riguadagnare o meno (sic) l’agibilità politica, l’ex Cavaliere può consolarsi con la spendibilità audiovisiva: sul versante seriale, sarà incarnato da Paolo Pierobon in 1993, la produzione Wildside dal 16 maggio su Sky Atlantic.
Tornando a Loro, ancor prima di battere il ciak, Berlusconi e Servillo possono già dirsi vincenti: sul Papa e su Jude Law, nientemeno. Silvio e Toni hanno conquistato la precedenza, la seconda stagione di The Young Pope può attendere. Lo stesso Pio XIII/Jude Law doveva aver subodorato il sorpasso, e il suo appellarsi a Dio nel Conclave della serie Sky – HBO – Canal + retrospettivamente suona sibillino: “Non them. Me”. Avete capito bene: “Non Loro. Me”.
Troppo tardi. Sorrentino sta perfezionando il casting, dove troverà posto un’interprete per Veronica Lario. Al netto della rassomiglianza fisica, un’attrice con cui ha già lavorato, da Sabrina Ferilli a Isabella Ferrari passando per Galatea Ranzi, o una new entry quale Francesca Neri, chi sceglierà? Ma le decisioni del regista non sono solo verticali, bensì orizzontali: con Loro (L’oro?) pareggia i conti, pardon, i film con Nanni Moretti, ribadendo quale sia l’ossessione principe del nostro cinema, Papi, appunto. Dopo Young Pope a regolare Habemus Papam (2011), ora fa pari e patta con Il Caimano.
Moretti e Sorrentino, nonché Matteo Garrone, li avevamo lasciati sorridenti in una fotografia scattata il 16 aprile del 2015 per festeggiare l’inserimento in concorso al 68° Festival di Cannes. Non accadeva da oltre vent’anni di schierare un tridente per la Palma, ma la trasferta francese finì 0 a 3: Mia madre di Moretti, Youth di Sorrentino, Tale of Tales di Garrone non finalizzarono in palmares. Manca poco alla conferenza stampa di Cannes 70, il 13 aprile a Parigi, non sappiamo se dopo un anno di assenza torneremo a competere, ma certa è l’assenza tra i papabili – da Paolo Virzì e Silvio Soldini al duo di Salvo Antonio Piazza & Fabio Grassadonia – di Nanni, Paolo e Matteo. Dopo aver accantonato Pinocchio, Garrone sempre in estate inizierà le riprese di Dogman, suo vecchio progetto sul Canaro della Magliana, mentre Nanni porta in giro per l’Italia il restauro di Palombella rossa. E tra qualche anno Sorrentino che restaurerà, L’uomo in più?