la Repubblica, 5 aprile 2017
Morta nel trolley. Giallo risolto, fu la madre a gettarla in mare
RIMINI È stata la madre a chiudere la figlia di 27 anni, morta per le conseguenze dell’anoressia, in un trolley e a gettarla in mare dopo averne vegliato il cadavere per alcuni giorni in casa. Poi la valigia, il trolley blu ritrovato nel porto di Rimini sabato 25 marzo, l’avrebbe buttato in acqua perché disperata e completamente distrutta dal lutto. Il giorno prima del ritrovamento del cadavere nella valigia la donna, originaria di Mosca, 48 anni, badante in Italia, sarebbe tornata in Russia con un volo diretto. È questa la svolta nell’indagine della squadra mobile di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che ha aperto un fascicolo, per ora formalmente contro ignoti, per dispersione di cadavere e abbandono d’incapace. La giovane trovata cadavere era in Italia con un regolare permesso di soggiorno ed era stata ricoverata diverse volte in ospedale per anoressia. Il suo corpo, estremamente esile e denutrito, tanto che lei sarebbe morta di fame, quando fu trovato era completamente nudo e ripiegato come uno straccio nel trolley. È stata la notizia del ritrovamento del cadavere ad insospettire un amico intimo della mamma che si è quindi rivolto agli inquirenti.