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 2017  aprile 05 Mercoledì calendario

Sinan Ulgen: «Russia e Turchia ancora lontane»

ISTANBUL «A Idlib non c’è l’Isis, ma Al Nusra, non dunque il Califfato islamico. E i bombardamenti sui civili hanno finito per rompere l’accordo di tregua raggiunto ai negoziati di Astana. Oggi è soprattutto la questione curda a dividere Mosca da Ankara: perché la Russia appoggia il Pyd, mentre per la Turchia si tratta di terroristi, come il Pkk. Però, fino a quando Ankara non risolverà il problema curdo con un approccio non militare, i nodi resteranno». Sinan Ulgen, già stella della diplomazia turca, è oggi a capo dell’Edam, il Centro per gli Studi economici e di Politica Estera, che ha fondato ad Ankara. Con Repubblica parla della telefonata fra Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin sul raid aereo con uso di gas a Idlib. Erdogan ha parlato di “attacco disumano e inaccettabile”.
Sulla Siria le strategie di Mosca e Ankara continuano a divergere. Perché?
«Perché fra Russia e Turchia i risultati raggiunti su una mutua comprensione del futuro siriano sono stati pochi».
Cosa le divide?
«Prima di tutto il sostegno della Russia ai curdi siriani del Pyd. In più, la convergenza non si è registrata nei colloqui avvenuti ad Astana, in Kazakistan, nonostante la Turchia da tempo ormai non parli più di cambiare il regime di Assad».
Il nodo fra le parti rimane sempre quello dei curdi?
«Ci sono componenti diverse. C’è l’intenzione della Russia di sostenere il regime siriano come avvenuto ad Al Bab.E poi quella di appoggiare i curdi siriani del Pyd nella regione di Afreen, mettendo addirittura un campo militare, segnale molto negativo per la Turchia. I russi non classificano ancora il Pkk come un’organizzazione terroristica, come considerata dalla Turchia. Ma ci sono anche altre ragioni. Proprio su Idlib l’accordo raggiunto ad Astana riguardava il cessate il fuoco e la protezione della cittadina, prevenendo la campagna del regime su Idlib».
E questo per la Turchia che cosa significa?
«Un dilemma, perché Idlib è vicino al confine turco, con i problemi umanitari collegati. Adesso invece assistiamo ai bombardamenti di Damasco sui civili, con l’uso di agenti chimici, e violando la tregua. A Idlib però non c’è l’Isis, ma solo al Nusra, quindi non il Califfato».
Insomma, le relazioni fra Mosca e Ankara continuano a essere problematiche, nonostante il riavvicinamento diplomatico dopo l’abbattimento dell’aereo russo da parte dei turchi?
«È quello che sto sottolineando. Diverse questioni restano ancora aperte. Fino a quando la Turchia non cercherà una soluzione non militare al problema del Pkk, e non affronterà pure la questione dei curdi siriani del Pyd, il nodo curdo continuerà a rimanere problematico».