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 2017  aprile 04 Martedì calendario

Causa di tutto? L’avanzo tedesco. Danneggia due volte la Ue. Ma la Merkel se ne fa un baffo

È sorprendente il dibattito che sta sorgendo sulle prime mosse di Donald Trump a proposito dei dazi. Tutti si concentrano sulla loro equità, trovando che sono iniqui. Nessuno parla della libertà, nonostante che essa costituisca un tratto decisivo. Ovvero c’è il fatto che gli scambi, equi od iniqui, generano avanzi o disavanzi strutturali della bilancia dei pagamenti dei paesi. Questi sono la vera causa della crisi economica in corso.
Prendiamo Mario Sechi, sabato su ItaliaOggi, e Angelo Panebianco, domenica sul Corriere, come emblema del dibattito. Sechi afferma che i prodotti dell’elenco di cui si parla come sottoponibili a dazio da parte di Trump sono in realtà i prodotti di un elenco fatto da Barack Obama. Ciò è molto interessante. Panebianco sostiene, in primo luogo, che l’Europa ha molto da discolparsi in tema di libertà di commercio, perché il Ttip, ovvero la bozza di un accordo sul commercio tra America ed Europa preparata da Obama, è stata fortemente osteggiata dall’Europa, al punto che l’accordo non è stato firmato principalmente per sua responsabilità. In secondo luogo sostiene che Trump viene preso poco sul serio in Europa, perché una guerra commerciale non conviene notoriamente a nessuno.
Tutti fanno finta di non capire che gli Stati Uniti sono in forte deficit commerciale, e che il fine dei dazi è il rilancio dell’occupazione americana. Se i dazi hanno un senso, è quello di colpire alcuni dei prodotti che vengono da paesi in forte avanzo commerciale. Le automobili, in primo luogo, che costituiscono uno dei punti più forti dell’avanzo tedesco. Oppure i principali prodotti dell’export cinese verso l’America. Nel frattempo continua la lotta per l’indipendenza energetica americana. Allo split oil seals, già permesso da Obama, si aggiunge il rilancio del carbone.
Non si vuol capire che il gioco degli avanzi/disavanzi è uno dei principali fattori della crisi economica in corso. Nel 2007-08 è accaduta una congiuntura che nessuno prende in considerazione. Ovvero, mentre i paesi esportatori di petrolio erano al massimo dell’avanzo commerciale, Germania e Cina si sono aggiunte, con enormi avanzi commerciali. Gli Stati Uniti, unico paese in forte disavanzo strutturale, non hanno retto la situazione, generando la crisi. Infatti, successivamente, avanzi e disavanzi ci sono stati, ma a livelli di molto inferiori. In particolare, è crollato l’avanzo dei paesi petroliferi. Ora c’è una nuova situazione, con l’avanzo della Germania prossimo al 10% del proprio Pil, e soprattutto con gli Stati Uniti, che cercano di limitare il proprio grande disavanzo.
La nuova situazione genera il rischio concreto di un approfondimento della crisi economica. Tuttavia la colpa non sarebbe degli Usa, che mirano al pareggio, ma di chi vuole mantenere forti avanzi, in primo luogo Germania e Cina. Per questo è pericoloso che l’Europa consenta alla Germania di continuare nel proprio mostruoso avanzo, nonostante che le regole Europee lo vietino. Quanto alla Cina, il fatto di essere colpita non è un problema, perché per alcuni anni, per stabilizzare la produzione, può fare ricorso al debito pubblico, che aumenta i consumi interni. Durante tali anni avrà modo di pensare a come stabilizzare il proprio assetto su nuovi equilibri macroeconomici. Il problema è dunque l’avanzo tedesco.
Renzi farebbe un’ottima cosa a sollevare questo problema, su cui tutti vogliono chiudere gli occhi. È vero che ciò innescherebbe in Germania una crisi senza apparenti sbocchi, salvo il coinvolgimento nell’Unione Europea della Russia, la quale accetti di coinvolgere la Germania nella crescita del proprio potenziale energetico in Siberia. Si tratta di un tema economico ineludibile, per cui si stanno sbloccando le premesse politiche. Nuovo atteggiamento americano, crisi del medio Oriente che vede come protagonista la Russia, fine della guerra in Ucraina sono i problemi di cui si sta cercando una sistemazione. È vitale per gli assetti dell’umanità nel futuro che la sistemazione avvenga in positivo.