la Repubblica, 4 aprile 2017
Appalti Consip, l’Anac dà ragione a Romeo
ROMA Corruttore da un lato, vittima delle cordate dall’altro. Mentre l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo è in carcere da oltre un mese per l’inchiesta sugli appalti Consip, l’Anac di Raffaele Cantone accoglie il suo esposto su una gara per «luce e servizi connessi» nelle pubbliche amministrazioni». Un affare da 900 milioni di euro aggiudicato di fatto al suo grande rivale: l’industriale piemontese Ezio Bigotti, ritenuto da Romeo vicino al leader di Ala Denis Verdini.
È un primo clamoroso, punto a favore per l’indagato numero uno dell’indagine sull’appalto Facility Management 4 (da 2, 7 miliardi di euro) che coinvolge anche Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier, e il ministro Luca Lotti, sotto inchiesta rispettivamente per traffico d’influenze e rivelazione di segreto d’ufficio.
L’Autorità Anticorruzione, rispondendo all’esposto presentato un anno fa da Romeo, e raccontato due settimane fa dall’Espresso, ha comunicato – attraverso la nota firmata dal dirigente Umberto Reale – «l’avvio del procedimento di vigilanza» nei confronti di Consip.
Romeo aveva contestato che i cinque lotti più grandi dell’appalto, pari al 76 per cento del complesso delle attività – ovvero circa 740 milioni di euro su 867 complessivi – risultavano «tutti di fatto aggiudicati a istanze imprenditoriali che vedono la partecipazione sostanziale del gruppo Sti presieduto da Ezio Bigotti». Esaminando la lettera di Romeo, l’Anac rileva ora che «da quanto esposto, risulterebbe che 5 degli 8 lotti in gara sarebbero stati aggiudicati a società tra loro collegate in ragione di compartecipazioni azionarie». Si tratta, ad esempio, di società come la Conversion & Lighting, collegata alla Manutencoop, partecipata da Exitone (51 %) e Consorzio Stabile Energie Locali (49%). Nomi che ricorrono anche per gli altri lotti contestati da Romeo, e ora nel mirino dell’Anac.
La centrale degli acquisti dello Stato dovrà quindi fornire «chiarimenti e informazioni mediante una relazione illustrativa» per replicare alle argomentazioni dell’imprenditore detenuto. Le sue recriminazioni, secondo l’Autorità, «non si palesano infondate».
L’obiettivo dell’iniziativa è «accertare il rispetto delle disposizioni di legge» nella gara sull’illuminazione. Adesso tocca all’Anac fare luce.