la Repubblica, 4 aprile 2017
Il decalogo di Grillo: «Gas e petrolio addio. Nucleare importato stop in cinque anni»
ROMA «Avete un lavoro difficilissimo, fare capire a dei fossili che il fossile è finito», dice Beppe Grillo dal telefonino di un’impiegata collegandosi con la conferenza stampa in corso alla Camera. Il capo politico del Movimento interviene per presentare la prima parte del programma che i 5 stelle porteranno alle elezioni. Sono i punti dedicati all’energia e sono stati prima spiegati e poi votati in rete. Il neocapogruppo alla Camera Roberto Fico li annuncia con toni enfatici: «Si aprono le porte del futuro. Con questo piano entro il 2050 ci liberiamo dalle fonti fossili ed entriamo in un regime di energie al 100% rinnovabili». Seguono i particolari,raccontati insieme ai deputati Davide Crippa e Massimo De Rosa e ai senatori Andrea Cioffi, Carlo Martelli e Gianni Girotto.
E quindi, «sviluppare politiche che scoraggino l’uso di benzina e petrolio, anche se ciò potrà comportare una modifica nella proprie abitudini», «prediligere gli impianti di stoccaggio di energia domestici rispetto ai grandi impianti di pompaggio», non importare più «energia nucleare», flusso da interrompere «nell’arco di una legislatura», «spostare gli incentivi statali dalle fossili alle rinnovabili», «far tornare pubblici Terna o comunque l’azienda che ha la concessione per la trasmissione dell’energia elettrica», «che i terreni marginali siano utilizzati per impianti destinati all’energia rinnovabile» e che «la rete di distribuzione» sia «partecipata dai cittadini».
Parlano di eolico e fotovoltaico senza mai dire che l’Italia ha speso, solo nel 2016, 15,9 miliardi per incentivi in questo settore. E di Terna come se non fosse già a controllo pubblico,«il 30 per cento è in mano a Cassa depositi e prestiti – spiega a Repubblica Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia – gli altri azionisti hanno meno del 5%».
Spiega Andrea Cioffi che «36 milioni di auto in Italia sono troppe, bisogna incentivare il car sharing, ridurre gli spostamenti di persone e merci e, se non basta, incentivare l’auto elettrica». Poi, a chi ricorda loro che è Donald Trump, nel mondo, ad andare in direzione opposta, rispondono con Fico: «Se investi in petrolio, carbone ed energie fossili fai un progetto antistorico e su quel programma noi non siamo d’accordo». Poi però il senatore Martelli aggiunge che comunque Obama era peggio e che le cose che dice, Trump, non può farle. Mentre Gianni Girotto ricorda che il presidente americano è già dovuto tornare indietro sulla riforma della Sanità e Fico chiosa: «Se Trump è antistorico noi siamo stati antistorici e truffatori perché nella parte delle bollette riservata alle rinnovabili abbiamo fatto pagare anche gli inceneritori».
Tabarelli considera il programma del Movimento «irrealistico e fantasioso». «Sulle rinnovabili spiega – l’Italia ha già fatto uno sforzo unico al mondo e nei prossimi vent’anni spenderemo 200 miliardi di euro. Se smettessimo di importare energia dalla Francia, che ha il nucleare, il costo si impennerebbe e nella prima fase dovremmo riaprire centrali tradizionali con fonti fossili. I 5 stelle portano come esempio la Norvegia, senza dire che è un Paese ricchissimo proprio grazie alla vendita di gas e petrolio. Non vogliono il Tap, nonostante l’Europa sogni da vent’anni un corridoio sud che combatta lo strapotere della Russia. Il mercato del gas, del petrolio e dell’energia fossile in Italia paga 40 miliardi di tasse all’anno. Loro cavalcano rivoluzioni verdi citando auto Tesla da 90mila dollari, mentre 4 milioni di persone non riescono a pagare le bollette, che con le loro politiche diventerebbero ancora più care».