la Repubblica, 4 aprile 2017
Renzi al 68%: «Impressionante». E apre al dialogo con Casaleggio
ROMA Matteo Renzi ha ottenuto 181.200 voti pari al 67,8 per cento dei 267.500 votanti, il 59,4 per cento degli iscritti. Andrea Orlando si è fermato al 25,5 per cento, 68.300 voti. Mentre Michele Emiliano porta a casa 17.500 voti, il 6,7 per cento. Questi sono i risultati delle primarie nei circoli del Pd che si sono concluse domenica. La fonte dei dati è il Nazareno, sede del partito. Sono dati ufficiosi perché manca – arriverà oggi – il visto della Commissione nazionale di garanzia sul congresso.
Un fatto che sottolineano sia Orlando che Emiliano. Il Guardasigilli chiede di attendere il dato ufficiale e sostiene che il suo risultato sia più alto: il 27,7 per cento. Ma nella sostanza riconosce il risultato e si prepara alla battaglia del voto nei gazebo. Anche Emiliano contesta le cifre e si accredita di un dato pari all’8,2 per cento. Nel frattempo però il governatore pugliese, mai dimessosi dalla magistratura, vede raddoppiare i suoi di accusa di fronte al Csm: all’iscrizione al Pd, il procuratore generale della Cassazione Carmine Sgroi ha aggiunto la sua corsa alla segreteria del Pd. Renzi però glissa su queste polemiche e punta tutto sulla straordinarietà del suo risultato. «La scorsa volta ho preso il 44 per cento, ora il 68 per cento. Impressionate», dice il premier.
Che aggiunge: «Credo che la polemica sulle cifre sia molto da addetti ai lavori. Oggi la statistica più bella non è quella sul voto nei circoli, è che finalmente scende la disoccupazione giovanile».
Renzi poi polemizza con Gianni Cuperlo che, secondo l’ex premier, aveva lanciato un appello agli scissionisti di Mdp di andare ai gazebo per votare Orlando. «Faccio un po’ fatica a capirlo questo appello – dice l’ex premier -. La realtà, parlando con le persone, è che gli scissionisti se ne vanno dopo aver chiesto un congresso che non volevano. Come si fa a dire “potete venire ai gazebo”?». Cuperlo però replica che forse Renzi non ha capito bene le sue parole. «Io – dice – mi sono rivolto non agli scissionisti, ma alle migliaia di elettori che hanno smesso di votare per il Partito democratico».
Renzi, infine, dopo le polemiche contro Bersani e il suo invito a dialogare con i grillini di qualche tempo fa, apre una linea di credito “personale” verso Davide Casaleggio. «Finalmente si capisce chi è il leader del M5S ed è meglio così, è una persona con cui possiamo dialogare», dice l’ex premier. «Riconosco degli argomenti interessanti – aggiunge Renzi riferendosi a una lettera inviata al Corriere ma i 5Stelle dovrebbero scegliere i candidati in modo democratico e non come hanno fatto a Genova. Poi ci dovrebbero dire una volta per tutte cosa vogliono fare con l’euro». Intanto si profilano all’orizzonte problemi per il governo di Paolo Gentiloni. Angelino Alfano minaccia la crisi: «Non subito – spiega – ma non accettiamo norme di questo governo che siano di sinistra».